“Vestiva il Tricolore. La scelta di Giuditta Bellerio” di Sonia Morganti

di | 12 Dicembre 2025
"Vestiva il Tricolore. La scelta di Giuditta Bellerio"

Ci sono persone che con le loro azioni e il loro esempio hanno lasciato segno tra le pagine della storia. Una di queste è senza dubbio Giuditta Bellerio, donna dal grande carattere, di cui Sonia Morganti ricostruisce la giovinezza, intrecciando realtà e sfumature romanzate in “Vestiva il Tricolore. La scelta di Giuditta Bellerio”.

Sono stata così catturata dal coraggio e dalla determinazione di Giuditta che non posso che presentarla anche a te, nel desiderio di mantenerne vivo il ricordo.

Buona lettura.


Dettagli del libro

Titolo: Vestiva il Tricolore. La scelta di Giuditta Bellerio

Autrice: Sonia Morganti

Casa editrice: Scrittura & Scritture

Collana: Voci

Genere: romanzo storico

Pagine: 232 pp.

Anno: 2025

Formato: cartaceo

ISBN: 9788885746510


Trama

Nel cuore del Risorgimento italiano, epoca di sogni, lotte e speranze di libertà, Giuditta Bellerio è una donna che rifiuta i limiti imposti dalla società.

Vedova del nobile Sidoli, una tragedia che l’ha segnata profondamente, Giuditta trova nel patriottismo una ragione di vita, una spinta che la trascina nel vortice delle cospirazioni e dei moti carbonari. Determinata e coraggiosa, diventa una figura di riferimento per i patrioti, entrando in contatto con gli uomini più rivoluzionari della storia italiana, tra i quali Giuseppe Mazzini: il suo pensiero e la sua passione per la causa dell’unità nazionale le cambieranno per sempre la vita. Pagherà duramente questa sua scelta, con sacrifici e sofferenze, perdendo tutto e rialzandosi ogni volta. Sullo sfondo corrono anni di smarrimento e ideali in cui il sogno di un’Italia unita sembra prossimo a realizzarsi ma ogni volta si allontana e la vittoria sarà in chi, come la Bellerio, ha creduto che un nuovo mondo fosse possibile.

Un intreccio di tensioni politiche, amori e tradimenti, che racconta la determinazione di una donna eccezionale, protagonista, contro ogni aspettativa, della storia del Risorgimento italiano.


Citazioni

Forse Giuditta non sarebbe mai stata abile con la matita come la madre, ma da lei aveva imparato presto una lezione: se si può aiutare, bisogna farlo. Se si può agire, non ci si tira indietro, perché l’azione compiuta con presenza d’intenzione non è mai vana.

Sei libero di vivere finché non ambisci a migliorare, libero di pensare finché non ambisci a esprimere le tue idee.

Che patria è quella che strappa i figli alla madre, che lacera le famiglie e che costringe all’esilio chi non chiede altro che dignità di persona libera?


Recensione

Ritratto di Giuditta Sidoli Bellerio

Immagina di tornare ai primi anni del 1800, ella Milano contesa tra la Francia di Napoleone e l’Impero Austriaco degli Asburgo, in un periodo storico nel quale è tangibile il malcontento di un popolo diviso tra conservatori e rivoluzionari.

È proprio qui, nella famiglia del barone Bellerio, che nasce e cresce Giuditta. Diversamente dalle ragazze del suo tempo, la posizione economica e l’apertura mentale dei suoi genitori le consentono un’istruzione pari a quella dei coetanei maschi. Non può però esimersi dal contrarre matrimonio, come prevedeva l’uso in passato, con un ragazzo a lei sconosciuto.

Giovanni Sidoli, il suo futuro marito, figlio del conte Bartolomeo Sidoli, si rivelerà un uomo bello sia fuori che dentro, pronto all’esilio pur di lottare per i propri ideali politici di libertà. La stessa Giuditta condivide segretamente le idee di Giovanni e appoggerà fino alla fine quanto fatto dai carbonai per consentire l’unione d’Italia. Questa sua presa di posizione le inimicherà non solo i governanti ma anche il suocero. Fu lui infatti che toglierà alla nuora la possibilità di crescere i propri figli, volendo per loro una vita lontana dall’illegalità della cospirazione.

Busto del conte Bartolomeo Sidoli al Cimitero Monumentale di san Pellegrino (RE)

Giuditta, pur messa di fronte a decisioni ardue, scelse però sempre ciò che le diceva il cuore.

Giuditta amava. L’aveva sempre fatto, aveva compiuto scelte difficili e ne aveva patito le conseguenze. Ma non poteva agire in maniera diversa. Non avrebbe saputo guardare i suoi figli con occhi limpidi, se non avesse combattuto per amore, in tutta onestà.

Prematuramente vedova, nonostante tutto continuò a portare avanti il suo impegno e a collaborare con i gruppi reazionari, divenendo una delle fondatrici della Giovine Italia e cucendo persino quella che è considerata una delle prime bandiere italiane.

Bandiera italiana cucita da Giuditta Bellerio, conservata al Museo del Tricolore di Reggio Emilia.

Uno dei suoi più cari amici di famiglia fu Ciro Menotti, di cui vi sono diversi riferimenti biografici.

Scelte editoriali, che condivido, fanno sì che la narrazione si interrompa agli inizi del nato amore per Giuseppe Mazzini, lasciando il lettore con diversi interrogativi e con la curiosità del come è proseguita la vita di Giuditta. Molto utili in tal senso le curate note d’Autrice e la bibliografia a fondo libro, che, volendo, permettono di approfondire la conoscenza di questa donna speciale.

Iscrizione dedicata a Giuditta Bellerio Sidoli a Torino, in via Mazzini n. 20

Ammetto di non aver mai sentito parlare di lei durante i miei studi e me ne rammarico.

Tutto ciò conferma che quanto riportato sui libri di storia considera di valore principalmente quanto realizzato dagli uomini e meno dalle donne. L’apporto femminile, seppur meno sbandierato e decisivo, è sempre stato rilevante e ne è un esempio quello di Giuditta Bellerio. Non fu solamente “la compagna di Giuseppe Mazzini”, ma una delle persone che rischiò la propria vita in nome della Patria, in nome dell’Italia.

Tra le pagine di “Vestiva il Tricolore. La scelta di Giuditta Bellerio” se ne apprezza tutto l’aspetto umano, la grande forza d’animo e la risolutezza. Una donna come poche, un esempio di eroismo e altruismo.


Biografia della scrittrice

Sonia Morganti nasce in provincia di Latina e vive a Roma, ma è facile trovarla in giro per i boschi, con zaino, scarponi e il sorriso di chi si sente a casa.

Scrive di storia per viaggiare nel tempo, indagare il passato dall’interno e condividere l’emozionante unicità di chi ci ha preceduto. Lo fa realizzando articoli per riviste digitali e sceneggiando fumetti, ma solo nel romanzo trova la mimesi e, al contempo, la catarsi a cui ogni penna anela.


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