
Oggi mi andava di qualcosa di esoterico, misterioso e inquietante. Penso che non ci sia scelta migliore di “La via delle streghe” di Emanuele Stranieri.
Vuoi saperne di più? Buona lettura!
Dettagli del libro
Titolo: La via delle streghe
Autore: Emanuele Stranieri
Casa Editrice: Ali Ribelli Edizioni
Anno: 2025
Pagine: 234 pp.
Genere: Dark fantasy
Supporto: cartaceo ed ebook
ISBN: 9791255402077
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Trama
Un nuovo inizio. Un’antica maledizione. Un orrore che attende nell’ombra.
Quando Alex e Iris Estrani si trasferiscono a Mamuli, il tranquillo paese d’origine della madre, non immaginano che qualcosa di oscuro li stia osservando. Nei vicoli silenziosi e nei boschi che si estendono oltre il paese si annida un male antico, dimenticato da molti… ma non da tutti.
Sussurri inquietanti si insinuano nei loro sogni, trasformandoli in incubi spaventosi. E presto i fratelli scopriranno che le leggende del folklore locale non sono solo storie per spaventare i bambini, sono avvertimenti… E lo scopriranno a caro prezzo.
A Mamuli, il passato non riposa mai. E ora li ha scelti.

Prologo
Nella penombra lasciata dagli ultimi raggi di sole dopo il tramonto, una sagoma oscura fece capolino dal bordo del muro della casa in fondo alla strada, che un piccolo cortile in pietra separava da un grosso palazzo dalla facciata quasi priva di balconi o finestre, tranne che per un rotondo oblò nero.
Dall’altra estremità della via apparve una giovane madre con il figlio neonato in braccio. I suoi occhi erano gonfi di pianto: profonde occhiaie svelavano le numerose notti insonni passate a meditare sulla difficile decisione che aveva infine preso e le labbra erano screpolate e squarciate da ripetuti morsi che si era inflitta come punizione per il peccato mortale che stava per compiere.
Avrebbe potuto cambiare idea da un momento all’altro. Era insicura e spaventata e le sue mani tremolavano. Il figlio la guardava con un’espressione di ingenua meraviglia e i suoi occhi trasmettevano l’amore che un neonato può provare solo per sua madre.
Dall’altra parte la sagoma, uscendo dalle ombre, cominciò a prendere una forma ben più definita: pelle raggrinzita, abiti logori, capelli bianchi come perle e una leggera gobba erano tutti elementi che descrivevano una donna anziana, eppure i suoi grandi occhi azzurri erano giovani, vitali e attenti, fissi sul bambino.
Si guardarono per qualche secondo studiandosi a vicenda come duellanti. L’una terribilmente spaventata, l’altra soddisfatta di ciò che aveva sotto gli occhi.
Recensione
Nelle lunghe sere d’inverno, quando l’unico accenno di luce era il rosso del focolare, la tradizione contadina italiana si popolava di ombre. Erano storie nate per far venire i brividi: racconti di creature misteriose e presenze inquietanti che viaggiavano di bocca in bocca, capaci di raggelare il sangue ai bambini e di togliere il sonno anche ai più grandi.
È partendo proprio da una leggenda della sua amata Calabria che Emanuele Stranieri, durante il lock down, ispirato anche da letture come “Le notti di Salem” di Stephen King o i fumetti su Dylan Dog, ha dato vita al suo romanzo d’esordio.
Protagonisti, inconsapevolmente, di qualcosa più grande di loro, sono Alex ed Iris, fratello e sorella poco più che maggiorenni, trasferitisi a Mamuli con tutta la famiglia per il nuovo impiego del padre.
Assistiamo al loro arrivo in questo paesino dallo stile agreste, che sembra essersi fermato al passato, con le vecchine vestite di nero sedute fuori casa. Non è semplice adeguarsi ai cambiamenti ma entrambi sono costretti a farlo.
Il paesino era sormontato da un imponente monte, la cui vetta si ergeva più in alto delle altre montagne circostanti. La strada di pietra in direzione del picco lasciava intravedere un’altra piazza in lontananza con un grande albero al centro, i cui rami superavano di gran lunga tutti i tetti delle case della cittadina.
Fin da subito si intuisce dai loro sogni/incubi che sono ragazzi con molta fantasia, stimolata credo anche dalle belle letture fatte. La fantasia però non è nulla di fronte a ciò che li attende.
C’era qualcosa di strano in quel paese.
Basta l’incontro con Dalila, una compaesana che abita vicino alla piazza con il grande Noce, per dare il via a un susseguirsi di eventi inimmaginabili, con la comparsa persino di creature mostruose.
Ci furono diversi secondi di silenzio assoluto, in cui Alex si guardò attorno, paralizzato dalla paura. Poi una specie di singhiozzo. Un respiro profondo. Qualcosa di simile a un colpo di tosse. E poi ancora respiri. Erano come sospiri di fatica, ma si andavano intensificando. Un leggero colpo. Alex capì che proveniva dalla cuccia gigante. Sentì che stava per perdere le forze. Se prima era stato paralizzato, ora era del tutto pietrificato. Un altro colpo. Un gemito. Uno strofinio prolungato. Un ringhio. E infine, dopo altri due secondi di silenzio, come un lampo una bestia nera uscì dalla struttura di legno con una potenza immane.
Non mi addentro troppo nei particolari perché finirei per fare spoiler dicendo anche solo una virgola in più.
Sappi solo che la tensione è elemento costante della storia e va a intensificarsi da metà, per arrivare a scene da film horror sul finire.
Ho riscontrato una buona caratterizzazione dei personaggi, sia fisica che caratteriale, e anche le descrizioni ambientali non mi sono dispiaciute.
Vi è nelle pagine conclusive, assieme ai ringraziamenti, anche una confessione dell’autore, riguardante la stesura del romanzo e le difficoltà trovate e superate. Non è da tutti ammettere che scrivere non sempre risulta semplice come vorremmo.
Veniamo ora ai “consigliato a”
Consiglio la lettura di “La via delle streghe” a chi:
- subisce il fascino dei piccoli borghi isolati, dei boschi fitti e delle inquietanti storie popolari tramandate oralmente che, tra superstizione e realtà, nascondono un fondo di verità e terrore.
- cerca atmosfere cupe e tensione psicologica, combinati al soprannaturale.
- è appassionato di storie di stregoneria e maledizioni antiche.
Biografia dell’autore

Emanuele Stranieri è uno studente di Ingegneria Informatica, un musicista, un appassionato di arte in tutte le sue forme ed è alla sua prima esperienza da scrittore. Cresce a Cittanova, un paesino della provincia di Reggio Calabria, esplorando le sue viuzze e le campagne circostanti, tutti luoghi fondamentali per costruire l’ambientazione del suo primo romanzo: La via delle Streghe. La sua passione per il folk-horror, infatti, nasce proprio da quelle inquietanti leggende tramandate oralmente che ristagnano nei piccoli paesi della sua terra natia.

