“La verità non esiste” di Davide Luciani

di | 30 Aprile 2026
"La verità non esiste" di Davide Luciani

Il dubbio e il mistero sembrano essere diventate una costante nelle letture che sto intraprendendo in questo ultimo periodo. Mi ci trovo bene quando questi due elementi sono presenti. Credo sia così anche per te, se sei qui a leggere il mio ritorno di lettura su “La verità non esiste” di Davide Luciani.

Che dici? Andiamo alla ciccia? Dai! Buona lettura.


Dettagli del libro

Titolo: “La verità non esiste”

Autore: Davide Luciani

Casa Editrice: Entheos Edizioni

Genere: giallo/thriller

Anno: 2025

Pagine: 450 pp.

Formato: cartaceo ed ebook

ISBN: 9788855170499

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Trama

Il funerale del padre costringe Jovis Keelford a lasciare Londra – città che ha scelto per sfuggire al passato – e tornare in Italia.

Stravagante, dal carattere associale ed egocentrico, ma anche dotato di una mente brillante e un intuito fuori dal comune, Keelford si ritrova a collaborare alla difficile indagine su uno stupratore seriale con il commissario Carli della polizia di Pescara, con cui aveva già lavorato a un precedente caso.

Il mistero raddoppia e si complica quando Sara Brandimarte, ex-moglie di Giacomo, uno dei suoi migliori amici, lo sfida ad accettare una sconcertante scommessa: trovare l’assassino di Nicola, un amico del loro storico gruppo liceale, per tutti morto in un incidente stradale.

Pur scettico, Keelford accetta la scommessa. Ma il brutale assassinio di Sara lo costringe ad addentrarsi in un’indagine intricata e oscura che fa riemergere il passato, le cui ombre lunghe lo raggiungono, costringendolo ad affrontare la difficile ricerca di una complessa verità a lungo occultata da inganni e mistificazioni, dove niente è come sembra e il dubbio è l’unica certezza.

Jovis Keelford (mia versione IA)
Commissario Carli (in IA)

Esergo

Il tempo scoprirà quel che l’astuzia

cela tra le sue pieghe;

la vergogna si fa alla fine scherno

di chi sa ricoprire i propri vizi.

Re Lear – William Shakespeare


Premessa

Rewind 

12 dicembre 2000 

“Jovis, tu credi che esista il delitto perfetto?”

Eravamo a casa di Giacomo quella sera del 12 dicembre 2000. Fuori, l’aria iniziava a farsi gelida a causa dell’inverno imminente. 

Giacomo era l’unico che viveva già da solo in quel periodo. 

I suoi ricchi genitori gli permettevano ogni capriccio. Un bilocale in pieno centro per il loro “piccolo” era una quisquilia. 

Quella sera giocavamo a poker. Vinceva Ilaria. Era molto brava. 

Riusciva a leggere le persone. Capiva cosa pensavano. Anche io ero bravo. Lo sono tutt’ora. Rispetto a lei ero meno empatico, ma più osservatore. Soprattutto, sapevo mentire molto bene. L’ho fatto per tutta la vita. 

Del resto, la verità non è altro che una menzogna ben vestita. La domanda arrivò del tutto inattesa mentre mi apprezzavo a fare la mia puntata. Avevo in mano un poker di re servito. 

Avevo visto l’apertura di Giacomo di cinquecento lire fingendomi dubbioso, poi avevo cambiato una carta per non far capire il mio gioco. 

A quel punto Giacomo aveva rilanciato di duemila lire. Ilaria e Nicola avevano passato. Eravamo solo io e lui. Lo fissai negli occhi per qualche istante e vi lessi l’impazienza. 

Ci guardavamo come se ci trovassimo in una finale di Texas Hold’em con in palio un montepremi di milioni di dollari. Non giocavamo per soldi. 

Ciò che ci interessava era la sfida, nonostante l’amicizia che ci legava, eravamo in perenne competizione l’uno con l’altro. 

Ognuno di noi voleva primeggiare, essere il leader del “club dei GJNI”. 


Recensione

“La verità non esiste”. È con questa frase perentoria che, già dal titolo, si intuisce la forza della storia in cui stiamo per avventurarci: un romanzo d’esordio dai forti connotati del giallo/thriller psicologico.

A fare da sfondo ai fatti è Pescara, città natia dell’autore, che viene descritta a piccoli tratti, quasi essenziali. Davide Luciani evita infatti di metterla al centro della scena per focalizzarsi invece sul provincialismo della comunità che la vive. Sappiamo quanto nelle piccole realtà si sia “convinti” di conoscere veramente le persone a noi attorno. Ed è qui che ci sbagliamo! Nessuno può dire con certezza di conoscere nemmeno se stesso, figuriamoci gli altri.

Scopo del romanzo è quello di dimostrare che nulla è come sembra e anche le persone più in vista possono nascondere segreti non solo agli altri, ma persino alle persone più vicine a loro, per paura, pudore o semplicemente per privacy. I rapporti dunque rimangono distanti, nonostante la condivisione di esperienze lavorative e personali.

Sono più di una le vicende che vanno a smuovere la trama, snodandosi su più anni, ed è sorprendente come tutto risulti ben intrecciato e fluido, sintomo di una cura eccellente e di un’ottima conoscenza nelle dinamiche del genere. Non mi potevo aspettare nulla di diverso da un amante della regina del giallo!

Fare ipotesi sull’identità dei criminali di cui si investiga viene naturale, ma sfido chiunque a dire che aveva intuito chi e perché. È tutto così ben congegnato da sorprendere veramente sul finale.

Mi è piaciuta molto anche la caratterizzazione dei personaggi, sia principali che secondari, resi “vivi” e credibili grazie alle azioni, al modo di parlare e ai pensieri. Non basta l’aspetto fisico, infatti, per ricreare persone con cui il lettore si senta in sintonia, di cui voglia conoscerne i trascorsi e per cui provi emozioni.

Devo ammettere che nè Jovis, il protagonista principale, nè Sara, una conoscente dalla vita parecchio movimentata, mi sono risultati piacevoli. Il loro approccio, a pelle, me li ha fatti sentire distanti e antipatici. È forse questo però il loro punto forte, il creare disappunto e il “sembrare” presuntuosi.

Oltre a quanto detto all’inizio riguardo la verità, sulla sua apparenza a volte ingannevole, vi sono almeno altri due aspetti toccati nella storia che dovrebbero portare a riflettere. In un certo senso, uno si lega all’altro. Il primo è la questione del “possesso”, del voler avere soldi, fama, potere ed essere disposti a qualsiasi cosa pur di raggiungere i propri obiettivi. Il secondo è la violenza di genere dovuta al patriarcato, radicato nella cultura da secoli, che mostra sempre più ripercussioni negative sulla società contemporanea.

Ringrazio la casa editrice Entheos per avermi inviato copia del romanzo, consentendo così la lettura. Si è rivelata una collaborazione piacevole. Ma non finisce qui con la recensione! La prossima settimana, infatti, porrò alcune domande all’autore, che si è reso disponibile ad un’intervista. Non è detto che ci sveli qualche retroscena sulla nascita di “La verità non esiste”, qualcosa di ancora non detto. Ho smosso un pochino la tua curiosità? Stay tuned.


A chi consiglio questo libro?

Consiglio la lettura di “La verità non esiste” innanzitutto:

●agli amanti del giallo classico e psicologico, perché il protagonista riporta a figure iconiche del passato e l’indagine, pur avendo un taglio moderno, ricorda quelle vecchio stampo;

●a chi apprezza le ambientazioni italiane;

●ai lettori che amano mettersi in discussione, riflettendo su quanto sia difficile distinguere tra realtà e apparenza e mostrarsi sempre per quelli che si è e non per quello che gli altri credono noi si sia;

●a chi cerca anche temi sociali profondi e non solo una storia di mistero.


Biografia dell’autore

Davide Luciani, autore del libro "La verità non esiste"

Abruzzese classe 1982, Davide Luciani è un giornalista pubblicista dal 2008.

Nel corso degli anni ha collaborato con diverse testate giornalistiche online specializzandosi nel campo del Seo Web Marketing. Appassionato di gialli e in particolare di quello inglese, adora Agatha Christie e Rex Stout.

Attualmente vive a Lanciano dove continua a esercitare la professione giornalistica ed è responsabile dell’Ufficio Informazione Turistico del comune di Fossacesia.

Con il suo romanzo di esordio “La verità non esiste”, nel 2024 vince il concorso letterario a tema poliziesco “È un vero mistero”. Il romanzo ha ottenuto il secondo post al concorso La Quercia del Myr.


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