“Caterina da Vinci e il segreto di Leonardo” di Robin Maxwell

di | 11 Dicembre 2021

La storia, l’arte e la cultura, come pure i segreti, hanno sempre avuto su di me una grande attrattiva. Di fronte a un libro che ne fosse completamente intriso non ho avuto dubbi: mi ci sono lanciata senza alcuna esitazione. Volete avventurarvi anche voi in un viaggio nella Firenze rinascimentale della corte di Lorenzo il Magnifico?

Allacciate le cinture, si parte!


Dettagli del libro

Titolo: Caterina da Vinci e il segreto di Leonardo

Autrice: Robin Maxwell

Casa editrice: Newton Compton Editori

Anno: 2012

Pagine: 431 pp.

Genere: narrativa storica

Formato: cartaceo

ISBN: 9788854137707


Sinossi

Dopo una breve relazione con Piero da Vinci, un giovane di famiglia nobile, Caterina, figlia del farmacista della cittadina di Vinci, partorisce un bimbo destinato a diventare una delle più grandi menti di tutti i tempi. Figlio illegittimo, Leonardo sarebbe condannato a condurre una vita anonima ma Caterina, intuito il suo talento, persuade Piero a farlo lavorare come apprendista a Firenze presso il Verrocchio. Decisa a seguire Leonardo, la madre si traveste da uomo e si stabilisce a Firenze, facendosi chiamare Cato. Educata alla filosofia e alle arti alchemiche dal padre, Caterina diventa amica di Lorenzo de’ Medici e se ne innamora, rivelandogli la sua identità segreta. Mentre osserva il genio del figlio fiorire, Caterina assiste però impotente al declino della salute di Lorenzo e ai grandi cambiamenti che stravolgono la città che ha imparato ad amare. Dalle strade polverose di Vinci ai fasti della Firenze di Lorenzo il Magnifico, Caterina da Vinci e il segreto di Leonardo farà innamorare gli appassionati del romanzo storico e non solo.


Incipit

Una bugia. Mi serviva una bugia nuova per svignarmela da casa quel giorno. Chiamala stratagemma, mi corressi gettando un altro ceppo nel forno, incurante dell’esplosione incandescente sul mio viso, prima di chiudere la porta di ferro con un rumore metallico. Avevo scelto il ceppo più grosso della catasta di legna. Perché più era grosso più bruciava a lungo senza bisogno che io facessi nulla – faceva tutto parte del mio stratagemma. Usa quella parola, Caterina, mi rimproverai. Dirai a papà una bugia, così oggi potrai correre a piedi nudi per le colline invece di occuparti dei lavori domestici.

Strinsi le impugnature del mantice immaginando il calore terribile che il soffio avrebbe provocato nel forno alchemico di mio padre, poi mi sfilai il grembiule di pelle e la maschera per proteggere il viso e mi girai per andarmene.

Papà aveva appoggiato un grande recipiente pieno di alcool sul tavolo da lavoro, l’alambicco con i due beccucci e le bottiglie per contenerlo, il tutto disposto in un ordine che non capivo. Eppure avrei dovuto, lo sapevo. Erano settimane che tentava di insegnarmelo, un processo semplice per creare una sostanza particolarmente utile in farmacia. Ma la mia mente, nell’ultimo periodo, era stata altrove. Ovunque, tranne che nel laboratorio alchemico di mio padre, nel suo giardino medico, o nella sua bottega di farmacista, dove di solito lo aiutavo.


Recensione

Sono passati più di cinquecento anni dalla nascita di Leonardo da Vinci, avvenuta il 15 aprile 1542. Innumerevoli sono le opere da lui realizzate e giunte fino a noi. Conosciamo molto della sua biografia, ma, nonostante studi accurati, di una cosa ancora non siamo certi: non sappiamo quale sia la vera identità di sua madre. Per una volta possiamo dire che il detto Mater semper certa est, pater numquam [la madre è sempre certa, il padre mai] non è del tutto vero.

Alcuni vedono in Caterina di Meo Lippi o Buti del Vacca (1427 circa – 1495 circa) la presunta madre di Leonardo da Vinci. Di umili origini e orfana, è stata l’amante del ricco notaio fiorentino Piero da Vinci. Venne allontanata dalla famiglia del padre e un anno dopo la nascita del figlio si sposò con il ceramista Antonio di Pietro del Vacca di Vinci, soprannominato “Accattabriga”, dal quale ebbe cinque figli.

Uno studio dattiloscopico del 2006 nota che Caterina potrebbe essere una schiava venuta dal Medio Oriente. Secondo Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Leonardo da Vinci, si è stabilito che Piero era il proprietario di una schiava dal Medio Oriente chiamata Caterina, che ha dato alla luce un bambino di nome Leonardo. Questa tesi che Leonardo aveva sangue arabo è sostenuta dalla ricostruzione di un’impronta.

Sulla base di questa incertezza, l’autrice ha giocato con i pochi elementi a sua disposizione.

Facciamo conoscenza di una Caterina nei primi anni della sua adolescenza, diversa dalle sue coetanee.

Le mie coetanee erano tenute attaccate alle sottane delle madri a imparare quelle arti femminili che la zia Maddalena sperava che apprendessi anch’io, uscivano solo per andare in chiesa o con le altre donne del paese a intrecciare cestini accanto al fiume. Concludevano la fanciullezza lasciando la casa del padre per entrare in quella del marito o, molto spesso, in quella del suocero. Aspettavano tutte di sposarsi. Erano tutte vergini.

A Caterina viene concessa più libertà ed più intelligente, perché istruita segretamente dal padre in filosofia, letteratura e alchimia. La sua intraprendenza e autonomia la porta ad esplorare da sola le campagne circostanti a Vinci ed è in una di queste uscite che incontrerà Piero. La loro è un’infatuazione immediata. Si amano con trasporto, ma l’ingenuità di entrambi non li aiuta a capire che la loro unione non può essere benedetta: la differenza sociale farà da ostacolo.

Rimasta incinta e rifiutata dal padre di suo figlio, Caterina tenta l’aborto. Non le riesce e questo le fa credere in un segno del destino. Purtroppo però esistevano usanze riguardo i figli maschi.

Bastardo o no, quello era il suo primogenito e, secondo le innaturali leggi del padre, era suo diritto possederlo.

Leonardo viene cresciuto nella casa di Piero, accudito nel primo anno di vita da Caterina che gli fa da balia. Poi il definitivo distacco. Caterina, passati gli anni e viste le doti artistiche di Leonardo, spinge Piero a mandarlo apprendista nella scuola del maestro Verrocchio a Firenze.

Per ora potremmo dire che quanto narrato assomiglia alla realtà.

Inizia da qui però la parte più fantastica del romanzo. L’autrice si concede una licenza letteraria e immagina che Caterina non sopporti la distanza del figlio e, fingendosi uomo, diventando Cato, vada a gestire una farmacia a Firenze. Lì conoscerà le figure più illustri del tempo, verrà accettata nel circolo degli studiosi amici di Lorenzo de’ Medici e assisterà ai cambiamenti politici in corso durante quegli anni.

I Medici infatti non sono ben voluti da tutti e tra la congiura dei Pazzi, nel quale morì Giuliano de’ Medici, fratello di Lorenzo, e l’inizio dell’Inquisizione cappeggiata da Savonarola, arriviamo alla fine dei tempi d’oro di una delle famiglie più famose al mondo. Durante la narrazione si fa riferimento anche alle accuse di omosessualità nei confronti di Leonardo, al suo trasferimento a Milano presso la corte di Ludovico Sforza, detto il Moro, e all’ipotesi che sia di Leonardo la realizzazione della Sacra Sindone. Volete un ulteriore scoop? Vi dice qualcosa il nome Nicholas Flamel? Bene, se sapete chi era ne troverete menzione.

Pur consapevole che la trovata del travestimento risulti ridicola, devo dire che quanto letto mi ha catturato. I riferimenti storici a personaggi realmente esistiti mi ha spinto ad approfondire le biografie e a cercarne i ritratti. Ricordo la storia studiata durante le scuole pesante e noiosa, solo nozioni e date. Questo libro ha il potere magico di coinvolgere chi lo legge, di farti vivere l’esperienza come protagonista. Ho visto con i miei occhi quello che era la vita durante il Rinascimento fiorentino, con le sue luci e le sue ombre.

Da donna, forse, non sarebbe stato per me il periodo storico migliore in cui vivere e questo mi ha fatto comprendere la scelta della Maxwell. La Caterina che ci propone non è quella reale da cui ha tratto spunto, sottomessa per dovere agli uomini della sua vita, ma una rivisitazione.

…la sorte anche delle donne più felici, quelle con un marito amabile, gentile, benevolo e molti bambini sani, era un destino di obblighi, sottomissione e servitù. La loro opinione, aldilà della pietà cristiana e delle virtù domestiche, non era ricercata né presa in considerazione. E quelle con padri o mariti crudeli, ignoranti o ubriaconi, erano costrette a una vita non migliore di quella di uno schiavo.

Noi conosciamo “Cato”, una donna forte, di carattere, decisa e pronta a tutto pur di vivere la vita che sogna per sè, quella che non ebbe la vera Caterina, madre di Leonardo.

L’autrice parla attraverso la sua protagonista e ci manda un messaggio:

“Ogni donna che sia nata in questa vita, non importa il suo rango, può essere definita coraggiosa finché conserva la sua anima riservata e intatta. In apparenza può essere una figlia o una moglie sottomessa, punita e picchiata dal padre o dal marito, e soffrire le pene del parto. Può essere minacciata dal suo prete con le fiamme dell’inferno e la dannazione eterna, il suo corpo può subire abusi da medici ignoranti che la disprezzano in quanto donna. Ma finché una timida traccia di coscienza di sé rimane in lei…”.
“La scintilla Divina”, disse Bianca afferrandomi l’altra Manu mentre le si riempivano gli occhi di lacrime.
“Sì, bambina mia, la scintilla divina. Finché non la si lascia avvizzire e morire, tutto è possibile.”

Mi sono forse prolungata troppo. Ve ne chiedo scusa. Quando però un libro mi coinvolge così tanto, mi lascio prendere dal parlarvene.

Consiglio questo libro ovviamente a chi ama viaggiare nella storia e a chi cerca protagoniste non noiose e insulse, ma ribelli.

Vi lascio con un’ultima citazione, tratta dagli scritti di Petrarca e pronunciata dal Leonardo di questa storia.

L’amore è un inferno di cui i pazzi fanno il loro paradiso. È veleno con un gusto dolce. Una morte con l’apparenza della vita.

Voi cosa ne pensate?


Biografia dell’autrice

Robin Maxwell è una scrittrice americana di romanzi storici. È anche sceneggiatrice e blogger. Oltre a “Caterina da Vinci e il segreto di Leonardo” è autrice di altri sette romanzi.

Trovate qui il suo sito web

8 pensieri su ““Caterina da Vinci e il segreto di Leonardo” di Robin Maxwell

  1. Chiara

    Che bella storia ! Non la conoscevo per niente, graize per averne parlato!

    Rispondi
  2. La libreria di Yely

    Amo Leonardo da Vinci, questo libro poi sembra interessantissimo! 😍

    Rispondi
  3. Sonia Murtas

    Non conoscevo questo libro, sembra affascinante poi questo argomento mi incuriosisce! Adoro i misteri e i segreti del passato!

    Rispondi
  4. Maria Grazia

    Adoro le letture di questo tipo. Sicuramente la tua presentazione mi ha fatto venire voglia di saperne di più della presunta madre di Leonardo

    Rispondi
  5. Lemille_e_unapagina

    Penso che sia molto molto interessante 🥰.
    @lemille_e_unapagina

    Rispondi

Cosa ne pensi di quanto letto?