“L’ultima ricamatrice” di Elena Pigozzi

di | 12 Maggio 2022

Come possono le parole raccontare ciò che ho dentro?» gli chiesi.

«Tentano» mi rispose serio.

«Non sono brava con le parole» gli dissi. «Io ri-camo.» «E io vorrei che ricamassi per me. Le parole sono fragili e potenti al tempo stesso. Lasciale prendere forma nel telaio.»

Con questo dialogo che trovo molto suggestivo voglio introdurvi in un nuovo viaggio.

Buona lettura!


Dettagli del libro

Titolo: L’ultima ricamatrice

Autrice: Elena Pigozzi

Casa editrice: Piemme

Anno: 2020

Pagine: 176 pp.

Genere: narrativa contemporanea

Formato: cartaceo

ISBN: 9788856675245


Sinossi

Appoggiata ai bordi del bosco, sulla via che dal paese va verso le montagne, c’è una piccola casa solitaria: è qui che vivono le ricamatrici. Ora è rimasta Eufrasia a praticare l’arte di famiglia, tesse, cuce, ricama leggendo in ogni persona che le si rivolge i desideri più inconsci. Accanto a lei come prima alla bisnonna, alla nonna e alla madre, da sempre, il telaio di ciliegio, rocchetti, stoffe, spole e spilli. Eufrasia ha settant’anni e ha quasi smesso di lavorare, le mani curvate dall’artrite e la modernità in cui tutto è fatto in fretta le avevano fatto pensare di non servire più a nessuno. Ed è in quel momento che arriva Filomela, una ragazza giovane con il riso negli occhi oltre che sulle labbra, che le chiede di prepararle il corredo e di insegnarle a ricamare. Eccola, l’ultima occasione di fare ciò che Eufrasia più ama: rendere felice qualcuno, raccontargli la vita che verrà intrecciando trama e ordito. Le parole che ha risparmiato per tutta l’esistenza ora sgorgano come fiumi in primavera. Racconta di una giovane vedova di guerra gentile ed esperta nel taglio e cucito, di una splendida e coraggiosa ragazza troppo bella per non attirare le malelingue di paese, di un amore delicato come il filo di lino e tanto sfortunato, e di un ricamo tessuto da generazioni, in cui ognuna di loro ha scritto un pezzo della propria esistenza, una scintilla luminosa nel buio del mondo. Elena Pigozzi in questo romanzo ci fa vivere cento anni di storia in un battito di ciglia, a volte vento leggero e luminoso, altre cupo e foriero di sventura. Tante vite si intrecciano in queste righe, tanti amori, ma soprattutto l’amore per la vita stessa e per un’arte millenaria che sono la vera eredità dell’ultima ricamatrice.


Incipit

Confeziono abiti su misura. Cerimonie, feste, ban-chetti. Per ciascuno ritaglio l’abito adatto all’occa-sione. Ho mani d’oro, dicono in paese, e io mi di-fendo con un sorriso, schivo lo sguardo e afferro gli spilli. L’arte mia è sistemare con l’ago, aggiustare, cucire ma non solo le stoffe. L’arte mia ricama parole, le taglia a misura perfetta del cliente che viene da me, per chiedermi il vestito con cui fi gurare. “Figurare”, mi dice, perché sentirà addosso gli sguardi degli altri. Me lo ripete più volte. Da quando gli prendo le misure a quando gli adatto le prove di stoffa imbastita. E parla, mi racconta di sé, di lui che era ragazzo e voleva un completo bianco, come quello dei padroni dei campi. E lui, contadino, le gambe arcuate di chi è cresciuto poco, il ventre solido, i palmi ruvidi di calli e le rughe orizzontali che gli tagliano il viso, ha messo da parte i risparmi e ora al matrimonio del nipote non può andarci senza l’abito adatto. Allora ricamo le frasi, le seguo con refe di seta e aggiusto la storia che quest’uomo si porta addosso. La sistemo in forma di abito bianco e do alla giacca il taglio che serve a sostenere l’eleganza di una vita.


Citazioni

Di viaggiare non ne ho bisogno, sono i viaggiatori che vengono da me e mi portano i luoghi che hanno visitato, i sogni e i desideri che rendono rapido il cammino.

È quando stringo l’ago, ci passo il filo, afferro la stoffa, che inizio il viaggio. Allora ricamo o tesso le storie che sento dentro e sono certa di imprigionarle nella seta e di ripetere i giorni, i mesi, gli anni

Se penso a quando è stato che mi sono innamorata, ricordo uno sguardo, un gesto, un volto che mi dice una frase, ma bene com’è stato non lo ricordo più.

Perché è nato da un punto tra le pieghe del re-spiro e del cuore. È da lì che ho sentito il battito incepparsi, saltare un tempo e riprendere più veloce

Mi chiedo che cosa siano gli anni. A volte credo siano passi, un piede avanti l’altro lungo una stri-scia che hai tracciato prima di uscire allo scoperto, alla luce, al sole che ti abbraccia e ti acceca. Un solco da seguire anche se il sole è già sparito, e l’umido ha bagnato il selciato. La strada che per-corri, forse questi sono gli anni. O forse un elenco di oggetti accumulati, un bicchiere slabbrato, un biglietto della spesa, la foto di una gita, la sera di un compleanno.

Recensione

Toccante, emozionante, evocativo.

Attraverso i racconti di Eufrasia, ultima di una famiglia di ricamatrici da generazioni, Filomela comprende cosa l’abbia spinta a voler affidare a lei la realizzazione del suo abito da sposa e del corredo.

C’è tra le due donne un filo invisibile che le unisce, qualcosa che stupisce loro e ha sorpreso piacevolmente me lettrice.

Come in un film d’altri tempi ripercorriamo la vita di Felice, di Libero, di Clelia, di Esther, di Miriam e Aurelio, famigliari di Eufrasia, di cui lei mantiene la memoria per

impedire che ogni cosa si perda, ma sia legata da filo di seta. Unita una con l’altra, strette da punti perfetti, e poi annodate perché non si spezzino e l’arazzo sia infinito. Con l’inizio che arriva alla fine e la fine che parte da capo.

A momenti di gioia e amore si alternano dolore, sofferenza, meschinità umana. Non mancano infatti durante la narrazione riferimenti alla guerra, ad abusi sulle donne, a voci di paese e morti impensabili.

È un vero e proprio bagno sensoriale nel passato e nella vita.

Ogni personaggio di questo romanzo è ben caratterizzato e non si fa assolutamente difficoltà nell’immaginarselo come una persona reale.

La forza d’animo e la resilienza femminile la fanno senza dubbio da padrone.

La scrittura è molto poetica e romantica.

Sono talmente tante le citazioni segnate che vorrei proporvi da non poter temo metterle tutte.

Per questo, rimediate leggendolo e fatemi sapere quale delle ave di Eufrasia vi è entrata più nel cuore. A me personalmente Miriam.


Biografia dell’autrice

È scrittrice e giornalista. Ha pubblicato per Giunti il saggio Letteratura al femminile e diversi libri di umorismo, tra cui Come difendersi dai Milanesi, Come difendersi dai Romani, Come difendersi dai Napoletani. Del 2009 è “Uragano d’estate”, edizione Marsilio.

È dottore di ricerca in Linguistica applicata e Linguaggi della comunicazione e diplomata alla scuola di specializzazione in Comunicazioni sociali dell’Università Cattolica di Milano.


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