“La perfezione dell’amore” di Carmen Laterza

di | 24 Novembre 2021

Ci sono libri per i quali occorrerebbero giorni per potervi spiegare cosa sono stati per me. Credo di non avere mai scritto una recensione così approfondita, ma se arriverete alla fine capirete perché. Buona lettura!


Dettagli del libro

Titolo: La perfezione dell’amore

Autrice: Carmen Laterza

Casa editrice: self publishing

Serie: I ricordi non fanno rumore

Volume: secondo

Genere: narrativa storica, saga famigliare

Anno: 2021

Pagine: 342 pp.

Formato: cartaceo ed ebook

ISBN: 9781838140892


Sinossi

Bianca è cresciuta, lavora a Pavia come cameriera nella casa della signora Cattaneo e nel tempo libero frequenta un corso di taglio e cucito. Un giorno al mercato conosce Arturo, un ragazzo sorridente e baldanzoso che la corteggia regalandole un fiore ogni volta che la incontra e la conquista con il suo ottimismo nei confronti della vita. Bianca e Arturo sono giovani e innamorati: si sposano e partono per la Svizzera, dove li attende un lavoro sicuro e la possibilità di costruire una famiglia insieme.

Dopo un’infanzia segnata dalle difficoltà della guerra e dall’aridità degli affetti, Bianca vive finalmente con serenità e guarda al futuro con speranza e determinazione. Anche quando le difficoltà della vita quotidiana in una terra straniera si rivelano maggiori del previsto, anche quando i soprusi che lei e Arturo devono sopportare come immigrati italiani in Svizzera rischiano di frenare l’entusiasmo o limitare i progetti, Bianca non cede allo sconforto e continua a guardare oltre, nel punto in cui – lei lo sa – la porterà la perfezione del loro amore.

Solo un nodo rimane irrisolto e doloroso nel suo cuore: l’inspiegabile abbandono da parte della madre tanti anni prima e la sua scomparsa misteriosa.

Con questo nuovo romanzo Carmen Laterza porta dunque avanti la storia di Bianca sullo sfondo di tempi e spazi nuovi, tra il laborioso dinamismo dell’Italia del dopoguerra in piena ricostruzione e la puntuale operosità delle fabbriche svizzere; ma uguale resta l’incredibile profondità, umana e narrativa, dei suoi personaggi femminili, straordinari modelli di forza e resilienza.


Incipit

Pavia, febbraio 1952

“Dal macellaio prendi un arrosto per il pranzo di domani e un cotechino. E dal salumiere un po’ di mortadella.” Agostina dettava a Bianca la lista della spesa, mentre se ne stava con le mani sui fianchi piantata davanti al frigorifero aperto nel sole bianco di quel sabato mattina. Poi si girò di scatto con un sorriso radioso sulla faccia larga. “Sai cosa ti dico, Bianchina mia? Se Raffaele non mi giura che avrò in cucina un frigorifero così, non lo sposo più!” Bianca non sapeva mai quando Agostina scherzava e quando faceva sul serio. Che Agostina comandasse il fidanzato a bacchetta, lo dicevano tutti, ma che avrebbe potuto imporgli di avere una cucina abbastanza grande per un capriccio così, di quello Bianca era meno sicura. Vedendo la sua espressione dubbiosa, Agostina si mise a ridere forte e le si sedette di fronte con gli occhi che brillavano. “Ma va’ là, cosa vai a pensare!” disse Agostina sporgendosi in avanti e agitando le mani. “Con tutto quello che ho dovuto aspettarlo, quell’asino di Raffaele!”


Recensione

E che la fretta è buona solo per andare al gabinetto quando scappa!

Bianca, protagonista di “La perfezione dell’amore”, rideva ripensando a queste parole sentite da ragazza. Ho voluto citarvele perché molto simpatiche e mi portano a riflettere sulla fretta. Quante volte non ci fermiamo ad assaporare le belle letture che facciamo a causa dei mille impegni? È tutta una corsa. Non lo trovo giusto. Ci sono storie che entrano così nel cuore e nella testa, fermentano e maturano anche per giorni e hanno bisogno del loro spazio e dei loro tempi per potercene staccare. Vedi per me questa in particolar modo.

Secondo libro della trilogia “I ricordi non fanno rumore”, mi ha toccato veramente molto. L’ho letto non una ma due volte, per poterne gustare ogni virgola. Sarà che sono parecchio empatica, ma mi sono commossa più di una volta leggendo quanto scritto da Carmen Laterza.

Già il primo libro mi aveva colpito per l’intensità della storia. Non si è smentita con questo seguito, forse ancora più emozionante del primo.

Ritroviamo la giovane Bianca, ormai ragazza, a servizio come cameriera a casa della signora Dora, a Pavia. La vita non è stata semplice crescendo senza sua madre Giovanna, di cui non ha più notizie da anni, dalla sua partenza per Milano. Questo abbandono della madre le è sempre rimasto inspiegato.

La guerra è ormai finita e un po’ alla volta si ricomincia a pensare al domani, come quello che le offre Arturo. Bianca si innamora di lui, con lui parte per la Svizzera e assieme, tra mille peripezie, troveranno casa e lavoro. E ovviamente la sorte metterà il suo zampino.

Come Bianca, anche un’altra donna cerca di capire cosa sia successo nel suo passato per arrivare dov’è ora. Si tratta di Vittoria. È sposata, è madre, ma non ha memoria di sé a causa dell’amnesia. Sostenuta dal marito, prova a cercare in ogni modo la sua identità. Ci riuscirà?

Qualsiasi strada comincia con un passo, anche modesto. Abbiamo un posto tutto per noi, tanti progetti, tutta la vita davanti. Non ci serve il superfluo.

Di fronte ad un amore unico e perfetto nulla conta, basta essere assieme e supportarsi, nonostante le difficoltà e i sacrifici. Carmen Laterza questo lo sa bene e ha scelto di farci arrivare il messaggio già dal titolo del suo libro: “La perfezione dell’amore”.

Non solo d’amore però si parla all’interno della storia, ma vengono trattati anche temi come il mobbing (violenza di tipo fisico e/o psicologico sul posto di lavoro), la sicurezza sul lavoro e la discriminazione tra sessi in campo lavorativo. Tutte situazioni che vedono le istituzioni discutere da molto per riuscire ad ottenere le giuste tutele e, nonostante sia stato fatto tanto, ancora c’è da fare.

Parte importante della trama è inoltre l’aspetto “migrazione”. Siamo portati a vedere chi viene nel nostro paese come un invasore, un ladro di benefici, un intruso che va trattato nel peggior modo. Chi la vede in questa maniera però non sa o non vuole ricordare che anche noi italiani, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, siamo ricorsi all’emigrazione. Diverse famiglie desiderose di una vita migliore partirono dalle loro terre in cerca di un lavoro che permettesse di sopravvivere.

Anche la Svizzera fu una delle mete scelte a questo scopo. Il trattamento riservato dagli elvetici ai nostri connazionali non fu dei migliori, fiorirono slogan tipo “Prima gli svizzeri”. Uno dei cartelli più esposti nelle vetrine dei locali, che menziono perché d’impatto, era “Vietato l’ingresso ai cani e agli italiani”. Credo basti a farvi immaginare quanto fossimo benvoluti.

Dai ricordi di chi visse quella realtà emergono anche le pagine più buie della storia dell’emigrazione italiana in Svizzera. Come quella delle centinaia di bambini figli di stagionali, che dovevano vivere nascosti, poiché in virtù del permesso di lavoro dei loro genitori non potevano risiedere, per legge, in Svizzera.

Per riuscire a non soccombere a tutto ciò occorreva avere una buona indole, proprio come quella di Bianca.

… aveva imparato a riconoscere la vera tempra interiore di Bianca, fatta di caparbietà e consapevolezza, una sorta di prezioso giardino segreto in cui, al riparo del giudizio degli estranei, la ragazza coltivava allo stesso tempo lungimiranza e ostinazione.

Chi la conosce non può che essere attratta da lei, dal suo ottimismo. Ha molte amiche, pronte a sostenerla soprattutto nei momenti difficili.

Ultimo appunto delle mie considerazioni, ma non per importanza, va a un aspetto toccato anche in “I ricordi non fanno rumore”, di cui però non vi avevo fatto menzione: il desiderio di maternità che purtroppo non riesce ad essere appagato.

Da mamma immagino quanto sia duro sognare di stringere tra le braccia la propria creatura, ma doversi arrendere al volere della natura.

La perfezione della loro unione non fu intaccata da questa mancanza, non perché fossero felici comunque ma perché, su quel fronte, erano felici insieme.

Considerate che all’epoca in cui è ambientata la storia le adozioni non erano ancora così tanto incentivate. Ora sono una realtà bellissima. Non si è genitori solo per avere generato, ma anche e soprattutto per crescere ed amare il dono a noi affidato.

Spero di non avervi annoiato con tutte queste riflessioni ma sono dovute visto che questo romanzo merita un posto nella top 5 dei libri migliori che ho letto quest’anno.

Se ancora non conoscevate questa saga famigliare, vi consiglio di farvi un bel regalo e di recuperarla. Ve ne innamorerete come me!


Biografia dell’autrice

Nata e cresciuta a Pordenone, città in cui vive tuttora, CARMEN LATERZA è laureata in Lettere a indirizzo musicologico e Diplomata in Pianoforte.

È stata bibliotecaria, insegnante di pianoforte, critico musicale, addetto stampa e segretaria di redazione, insegnante di Italiano nelle Scuole Medie e Superiori della sua città e poi Dirigente Scolastico.

Lettrice instancabile e appassionata di scrittura, per più di vent’anni ha scritto e corretto per gli altri testi di ogni tipo, fondando LIBROZA®, una propria agenzia di servizi editoriali, e lavorando a tempo pieno come ghostwriter, editor e writing coach.

Ha seguito da vicino l’evoluzione del Self Publishing e a oggi è una delle maggiori esperte di autopubblicazione in Italia.

Nota sui social con il nome di Libroza, a lungo ha fatto divulgazione sui temi della Scrittura Creativa e del Self Publishing attraverso i numerosi articoli del blog Libroza.com, due podcast tematici, i video formativi del suo canale YouTube e il manuale “Stai calma e scrivi il tuo romanzo” (Edizioni Wide).

Ora si dedica esclusivamente ai propri libri, che pubblica in modo indipendente con il marchio Libroza. Ha pubblicato dapprima il saggio musicologico “I duetti d’amore nelle opere di Giuseppe Verdi”, poi i romanzi “L’amore conta” (premiato in 17 concorsi letterari) e “Alice non lo sa” (premiato in 24 concorsi).

Nel 2020 è iniziata la pubblicazione della saga familiare “I ricordi non fanno rumore”, di cui nel 2021 è uscito il secondo volume.

6 pensieri su ““La perfezione dell’amore” di Carmen Laterza

  1. Ale87_book_funko

    Ma che bello!!!io leggerò a breve il primo e non vedo l’ora

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  2. fuyukochan84hotmailcom

    Sicuramente questa autrice ha una penna che cattura. Le tematiche poi sono molto coinvolgenti. Ho letto solo pareri positivi

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