“Il mondo a culo in susu-Quando l’amore non ti lascia morire in pace ” di Claudia Mereu

di | 22 Febbraio 2021

Buongiorno commensali e ben tornati ad una nuova recensione librosa. Oggi vi voglio presentare un libro la cui trama mi ha attirata fin dal primo istante che l’ho letta. Sono legata da più di vent’anni ad un sardo e la cultura sarda è ormai entrata in me, dialetto compenso. Tutto quanto è legato a quella splendida terra ha un fascino per me incredibile. Voi non trovate che le sensazioni di attrazione vadano assecondate? Buona lettura!


DETTAGLI DEL LIBRO

Titolo : Il mondo a culo in susu-Quando l’amore non ti lascia morire in pace

Autrice : Claudia Mereu

Casa Editrice : Gilgamesh Edizioni

Anno : 2020

Pagine : 159 pp.

Genere : narrativa umoristica, fantasy

Formato : cartaceo ed ebook

ISBN : 9788868675059


SINOSSI

Cosa succede se una ragazza sfigata come Arianna incontra un fantasma? E se questo spìritu le chiede di fare da tramite con le sue tre ex fidanzate per trovare la pace? 

Succede che Arianna è costretta ad accettare, perché lui si offre di aiutarla con il suo di ex, quello che dalla Sardegna ha seguito fino a Roma. 

Così i due partono alla riconquista dei reciproci partner, ma non è facile, perché la sfiga, sa scumìniga, che perseguita Arianna, è sempre in agguato: non solo nessuno crede che parli con unu spìritu, ma se la prendono con lei. 

E quando Dario scopre di avere pochi giorni a disposizione nella dimensione dei vivi, insieme ad Arianna, inizia una corsa contro il tempo per raggiungere l’obiettivo, che quanto più sembra avvicinarsi, tanto più pare non essere quello giusto; ché forse hanno inseguito l’amore sbagliato… 

A questo punto accade quello che Arianna temeva: nel mondo a culo in susu, cioè capovolto, non si può pensare di non venire capovolti. Non sa cosa fare, ma alla fine insieme a su spìritu troverà la soluzione. 

Daniela e “Lalla” (@un.libro.sul.menu) • Foto e video di Instagram


INCIPIT

Su spìritu

Sono una sfigata, me lo dicono tutti. A dire il vero usano l’aggettivo scuminigada , che in sardo ha lo stesso significato.

All’inizio non ci volevo credere. Pensavo fosse uno di quei nomignoli che ti accollano in paese e a cui ti devi ribellare se non vuoi che ti resti per sempre. Però quando Michele mi ha lasciato sull’altare ho cominciato ad avere seri dubbi, che sono continuati fino al giorno in cui ho incontrato il fantasma. Allora mi sono dovuta arrendere all’evidenza e ammettere che in quello che è successo ci sono tutti gli elementi per farmi rientrare a pieno titolo, e senza sconti, nella categoria de is scuminigadas .

Forse pensate che questo fantasma fosse un’ombra indefinita, invece sembrava un ragazzo in carne e ossa, e se lui non mi avesse detto di essere morto non me ne sarei mai accorta. Su spìritu mi è apparso a Roma, dove mi ero appena trasferita per seguire Michele. Infatti il mio ex se n’era andato in continente e io mi ero messa in testa di riconquistarlo.


RECENSIONE

“Nonna dice che il giorno de Is animas il mondo è a culo in susu , perché il mondo dei vivi si mischia a quello dei morti.”

E questo accade veramente ad Arianna, giovane avvocato di origine sarda, trasferitasi nella capitale per seguire il suo innamorato.

La notte del 31 ottobre, conosciuta fin dall’antichità come una notte di apertura tra in mondo dei vivi e dei morti, viene avvicinata da Dario, un fantasma, come se fosse la cosa più naturale al mondo.

L’intreccio narrativo ci porta a conoscere il passato sia di Arianna che di Dario, ferroviere feminàrgiu (donnaiolo) passato a miglior vita, con il problema di dover giustificare il suo amore per tre donne contemporaneamente.

L’uno farà affidamento all’altra per fare in modo che entrambi ritrovino i loro amori e si facciano perdonare, anche se non è assolutamente semplice, visto la reticenza delle persone coinvolte nei loro progetti.

Attratta proprio dalla presenza di un fantasma nel romanzo e dal fatto che la protagonista fosse originaria della Sardegna, ho letto in pochissimo tempo questa storia originale, nella quale si mescolano comicità e ironia.

Mi ha colpito l’uso che è stato fatto del dialetto sardo, mescolato all’italiano per alcuni termini cui si vuole conferire particolare enfasi. Tutti i capitoli sono introdotti, per esempio, da un titolo in sardo. Trovo che i dialetti della nostra bella Italia siano un bene da conservare, visto il loro progressivo scomparire. Pensavo di trovare difficoltà nella comprensione delle parole sarde ma ciò non avviene, perché in qualche modo ciò che si legge viene tradotto in italiano, senza l’uso di note o di un vocabolario.

Solo un aspetto non mi ha completamente convinta: ho trovato che alcune frasi e parole ripetute più volte rendano la lettura pesante. Leggere continuamente “ho narato” “ha narato“, dopo un po’ mi ha stancato.

A prima vista questo romanzo potrebbe sembrare una storiella leggera, ma l’autrice ci porta a riflettere su quanto riteniamo fondamentale nella nostra vita e invece non lo sia, su quanto tempo perdiamo impuntandoci su idee sbagliate che ci fanno soffrire, quando la felicità è sempre a nostra disposizione.

Non fatevi mancare “Il mondo a culo in susu” tra le letture sul vostro comodino!

Cosa ne pensi di quanto letto?