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“Rosso violento” di Loredana Falcone e Laura Costantini

SINOSSI

Violet Red è una tonalità di rossetto. Un rossetto pregiato, di marca e nessuno, in una ventosa e indifferente Chicago, riesce a spiegarsi cosa ci faccia un rossetto così sulle labbra ormai mute di una serie di cadaveri. Cadaveri di uomini. Uomini sottoposti ad atroci sevizie. Uomini che alla morte si sono consegnati perché attratti, sedotti, sottomessi dalla promessa di una bocca tinta di Violet Red. Rosso violetto, rosso violento. Un gioco di parole cui gli investigatori della Squadra Vittime Speciali sono chiamati a dare un volto, un nome, un’identità. E per farlo dovranno affacciarsi sull’orlo di un abisso, fino a quando sarà l’abisso stesso a guardarli negli occhi. E a cambiarli, per sempre.

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PROLOGO

«Ros-so vio-let-to» compitò muovendo le labbra allo specchio e ammirandone l’effetto. Teneva in mano il rossetto. La bocca truccata sembrava ritagliata nel velluto e a Jack, che era in garage a lavorare sulla macchina di suo padre, sarebbe piaciuta. Attraverso le finestre aperte sulla calura opprimente sentiva il ruggito dell’acceleratore e il gracidio della vecchia radio.
Prince cantava Kiss e le labbra truccate con il rossetto della mamma mimarono un bacio, poi si schiusero, lasciando intravedere la lingua rosea.
A Jack sarebbe piaciuto quel bacio a bocca aperta. Lo avrebbe preteso da una bocca così bella.
Bastava aspettarlo giù, nella cucina assolata, con una caraffa di limonata ghiacciata e le labbra schiuse, come una diva del cinema. Provò quell’espressione davanti allo specchio.
Avrebbe riso? Avrebbe perso la testa?
Voleva che fosse così.
Jack era muscoloso, abbronzato, con lo sguardo cupo, perso dietro ai propri pensieri. Jack sembrava non accorgersi di chi avesse intorno. Ma a labbra come le sue non avrebbe resistito e, finalmente, avrebbe conosciuto il brivido di sentirsi spalancare la bocca e succhiare via la lingua da un maschio.
«Ros-so vio-len-to» storpiò la pronuncia, passandosi la punta della lingua sulle labbra truccate, come aveva visto fare al cinema. Poi sorrise. Jack non avrebbe avuto scampo. Non davanti a una bocca come quella.


RECENSIONE

Scrittura impeccabile, testo scorrevole ed intrigante. Si ha un bel quadro descrittivo dei protagonisti e dell’ambiente.
Due punti di vista: quello del narratore e quello del serial killer, direi parecchio disturbato.

Trovo sia un romanzo che sarà molto apprezzato dagli estimatori del genere psicologico, per via del flusso di coscienza, nel quale viene scritta qualunque cosa passa per la mente dell’assassino senza punteggiatura e del monologo interiore, che permette di esporre, in modo spontaneo, i pensieri, i ricordi e le emozioni dei protagonisti.  Diversi richiami all’abuso sessuale e psicologico.Particolari e un po’ travagliate anche le storie d’amore che arricchiscono la trama.

Capitolo dopo capitolo la storia si fa sempre più coinvolgente, si è partecipi dell’investigazione e si assiste a scene veramente crude.
Sono diversi i colpi di scena e non scopriremo chi sia in realtà l’assassino fino alla fine.
Persino il finale arriva inaspettato, ma obiettivamente non avrebbe potuto succedere nulla di diverso da quanto scritto.

“Rosso violento” è un romanzo autoconclusivo, i cui personaggi però verranno ripresi nel seguito, “Verde profondo”. A breve l’uscita del terzo e ultimo capitolo della trilogia.

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VALUTAZIONE

💄💄💄💄/5


DETTAGLI DEL ROMANZO

Titolo: “Rosso violento” (Noir a colori vol. 1)

Autore: Loredana Falcone e Laura Costantini

Casa editrice: FalconeCostantini

Data di pubblicazione: 31 dicembre 2018

Pagine: 251 pp.

EAN: 9781791586164

Formato: ebook e cartaceo


LE AUTRICI

Due quattordicenni. Era il 1977. Un’amicizia da colpo di fulmine, suggellata e sigillata dalla comune passione per la scrittura. Scrivono e basta per quasi tre interi decenni prima di pubblicare il primo romanzo, un romanzo storico. Era il 2006.
Scrivono insieme, davanti a una sola tastiera. Una telepatia collaudata, ma le storie di Lauraetlory non sono di Laura, non sono di Lory. Il loro sodalizio è una terza entità, distinta. Una scrittrice bifronte.
Hanno partecipato a moltissime antologie.
Sono orgogliose di aver scritto contro il femminicidio nella raccolta “Nessuna più” (Elliot 2013) ed essere state nominate, il 25 novembre 2013, ambasciatrici del Telefono Rosa.
Le loro storie possono essere di generi diversi, perché amano spaziare, ma il focus sono sempre le donne, i loro sogni, le loro aspirazioni, i loro amori.

“Noi non scriviamo – solo – rosa, noir, giallo, thriller, storico. Il nostro tratto distintivo è – e resterà – rendere protagoniste donne che non rientrano negli stereotipi che vanno per la maggiore. I nostri personaggi femminili, in qualsiasi contesto si muovono, lottano. Il che non vuol dire che vincano, ma se la giocano fino alla fine contando su se stesse.
Esattamente come vogliamo fare noi.”

Sono convinte che le storie ci scorrano sotto gli occhi, costantemente. Il lavoro di scrittrice è inserire le mani nella corrente e catturarne una. Che non vuol dire “pescare” sempre e solo nel proprio praticello.
Sono sostenitrici convinte della documentazione, della ricerca, della scoperta di spunti nel passato. E in ogni angolo del mondo. Ambientare una storia fuori dai confini italiani, per loro, si può. Senza timori.
Non credono nei corsi di scrittura creativa. Non ne hanno mai frequentato uno. Hanno letto On Writing, di Stephen King e sono lettrici consapevoli, prima che autrici. Non esiste corso migliore, per scrivere, che leggere!

“Non voltiamo le spalle alla pubblicazione con case editrici, ma abbiamo tante storie che non hanno trovato una collocazione e che potrebbero piacere ai lettori. Storie che porteranno il nostro marchio, le nostre copertine, il nostro stile e che usciranno in self-publishing.
Ebbene sì, approdiamo all’indie e diventiamo autrici ibride.”


Daniela e S.I.

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