“Moby Dick o la Balena” di Herman Melville

di | 21 Gennaio 2024
"Moby Dick o la Balena" di Herman Melville

Uno dei buoni propositi per questo 2024 è recuperare tutti quei classici ancora non letti e “Moby Dick o la Balena” di Herman Melville è il primo affrontato.

Spoiler per te che ti appresti a leggere: non sarà una recensione positiva al 100%, ma un ni con un 60% di gradimento.


Dettagli del libro

Titolo: Moby Dick o la Balena

Autore: Herman Melville

Casa Editrice: Adelphi

Pagine: 588 pagine

Genere: romanzo classico

Formato: cartaceo e digitale

ISBN: 978-8845910951

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Trama

Moby Dick non è soltanto il mirabile romanzo che tutti sanno: è un libro totale, dove la Balena («the Whale») sta appunto per il tutto («the Whole»). Così è una cronaca di avventure marine e un trattato esoterico, un epos dell’orrore e della meraviglia, un libro arioso e un’enciclopedia. In Italia, quest’opera inesauribile ha avuto la sorte di essere tradotta per la prima volta da uno dei nostri più importanti scrittori: Cesare Pavese. E si tratta di una traduzione che ebbe una notevole influenza su Pavese stesso e tutta la cultura italiana dei suoi anni. Qui la presentiamo in nuova veste, accompagnata dall’introduzione scritta da Pavese nel 1941.


Incipit

Chiamatemi Ismaele.

Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente -avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acque del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione.

Ogni volta che m’accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell’anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinnanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto.

Questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola. Con un bel gesto filosofico Catone si getta sulla spada: io cheto cheto mi metto in mare.


Citazioni

L’ignoranza è la madre della paura.

Credo che il mio corpo sia soltanto la feccia del mio essere migliore. Di fatto, prenda il mio corpo chi vuole: prendetelo, non sono affatto io.

Tutti gli uomini tragicamente grandi sono tali attraverso qualcosa di morboso […] qualsiasi grandezza mortale è soltanto malattia.

Un uomo totalmente privo di paura è un compagno molto più pericoloso di un vigliacco.

A te vengo, balena che tutto distruggi ma non vinci: fino all’ultimo lotto con te; dal cuore dell’inferno ti trafiggo; in nome dell’odio, vomito a te l’ultimo mio respiro.


Recensione


Per quarant’anni mi sono tenuta distante da quest’opera, un pochino per timore di non essere all’altezza di tanto prestigio e un po’ per la mole del testo, ma sono temeraria e amo le sfide. “Moby Dick” non poteva vincere sulle mie paure.
Considerato capolavoro della letteratura americana e annoverato tra i 100 libri da leggere assolutamente nella propria vita, la sua prima pubblicazione avvenne nel 1851 e non fu accolto con entusiasmo dai contemporanei, tanto da risultare un fallimento commerciale, date le solo 3000 copie vendute.
Dedicato allo stimato scrittore Nathaniel Hawthorne, fu rivalutato agli inizi del ‘900 e portato in Italia da Cesare Pavese, di cui ho letto la prefazione.
Narratore principale è Ismaele, un marinaio già “navigato” che decide di partire per una nuova impresa: quella di documentare la vita sulle navi baleniere e dare più gloria al lavoro da loro svolto.
Lui non sa però che i piani di Achab, capitano della Pequod, sono altri: pura vendetta, fino all’autodistruzione.

“Né Balena Bianca né uomo né demonio può giungere a sfiorare il vecchio Achab nella sua essenza reale e inaccessibile.”


Cosa ho scoperto io nel leggere “Moby Dick”?
Che più che un romanzo si tratta di un trattato enciclopedico di cetologia di 588 pagine, nel quale imparare come sono fatte le balene, quante categorie ne fossero conosciute all’epoca dell’autore e come catturarle/recuperarle.
Immaginavo avventura e momenti goliardici tra i componenti dell’equipaggio. Sono presenti per fortuna anche scene di questo tipo ma in minima parte.
La narrazione ci induce a riflettere sulla continua lotta tra uomo e natura, tra il Bene rappresentato dal capitano Achab e il Male visto sotto forma di un’enorme Balena Bianca.
Sono tanti anche i riferimenti religiosi, vedi i nomi dei protagonisti ispirati ai testi sacri e i rimandi alla storia di Giona e la Balena.
Di certo un’opera degna di nota, ma a me ne è arrivata una pesantezza e noiosità mal sopportata .
L’inizio, con la descrizione del wordbuilding e la presentazione dei protagonisti, mi aveva ben disposto alla lettura. Poi la piacevolezza è andata a scemare, riprendendo ai cosiddetti “gam”, incontri in mare aperto con altre navi baleniere, fino all’epilogo, troppo rapido e sbrigativo.

Note positive sono le sporadiche battute ironiche come “le balene diventano rare come i denti di gallina quando sei tu lassù” e le metafore poetiche come “Le notti stellate e solenni parevano dame altezzose che in abiti di velluto ingioiellato nutrissero nelle case, in un orgoglio solitario, la memoria dei loro assenti Baroni vittoriosi, i Soli dagli elmi dorati!” o “Come la stella Polare senza tramonto, che per tutta l’eterna notte artica di sei mesi mantiene uno sguardo penetrante, fermo e centrale, così il proposito d’Achab ora risplendeva fissamente sulla costante mezzanotte del fosco equipaggio.”

“Laggiù soffia! laggiù soffia! La gobba come un mucchio di neve! È Moby Dick!”


Mia valutazione conclusiva, del tutto personale e non condivisibile?

Non occorre intestardirsi su qualcosa, ma sapersi controllare e passare oltre, nella vita come nella lettura. Non per forza bisogna portare alla fine tutte le nostre imprese. Ci sono anche quelle a cui dire basta e mettere un punto. 

Tu hai già avuto modo di leggere “Moby Dick”? Condividi le mie impressioni o ne hai avuto sensazioni diverse? Che tu sia d’accordo con me o la pensi diversamente, mi piacerebbe un confronto. Un tuo commento sarà ben gradito.


Biografia dell’autore

Herman Melville (New York, 1º agosto 1819 – New York, 28 settembre 1891) è stato uno scrittore, poeta e critico letterario statunitense. Non ebbe molta istruzione formale, ma intraprese grandi sforzi di miglioramento personale. I suoi primi lavori furono influenzati da Poe, ma in seguito gravitò verso Dante, Milton e Shakespeare.

All’inizio del 1841, salì a bordo della nave baleniera Acushnete, lavorando per tre anni in mare e avendo molte avventure lungo la strada, che ha usato come materiale per i suoi primi lavori, “Typee” e “Omoo“.

Sebbene le sue opere fossero per lo più radicate nelle sue esperienze vissute, gran parte dei suoi scritti si concentra sul posto di un uomo nel mondo e su come può capire il proprio agire contro le azioni di Dio o del destino, proprio come in “Moby Dick o la Balena“, ispirato all’affondamento della baleniera Essex quando Melville era un ragazzo.

Morì di infarto il 28 settembre 1891, dopo una vita passata a bere e ricca di incidenti. Al momento della sua morte, molte delle sue opere erano fuori stampa e viveva in relativo anonimato.