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“La ferrovia sotterranea” di Colson Whitehead

Dettagli del romanzo

Titolo: La ferrovia sotterranea

Autore: Colson Whitehead

Casa editrice: Sur

Anno: 2017

Pagine: 382

Genere: narrativa sociale

Supporto: cartaceo ed ebook

ISBN: 9788869980879


Premio Pulitzer per la narrativa e National Book Award per la narrativa nel 2017. È stato selezionato per l’Oprah’s Book Club e consigliato da Barack Obama.
La scelta di presentarvi questo romanzo è risultata quasi un’urgenza, in questo gennaio dedicato alla memoria storica.

Erano anni che desideravo approcciarmi a questo libro, consigliatomi per la drammaticità della storia narrata.

Siamo in Georgia, in una piantagione di cotone del XIX secolo. Cora, giovane schiava, abbandonata dalla madre Mabel, scappata e mai ritrovata, decide di fuggire in cerca della libertà assieme a Cesar, uno schiavo suo amico.
Il romanzo si sviluppa seguendo la sua fuga attraverso gli stati della Carolina del Sud e del Nord, del Tennessee e dell’Indiana. Durante il cammino, Cora affronterà diverse peripezie, verrà braccata da cercatori di taglie e sarà testimone di cattiverie umane indicibili.

Tra tutto il male del mondo ci sarà sempre però qualcuno disposto ad aiutare i più deboli, gli indifesi.
Sono proprio i sostenitori dell’abolizionismo a creare una rete ferroviaria clandestina nel sottosuolo per portare in salvo gli schiavi fuggiaschi verso stati liberi dalla legge schiavista.

Una lettura dolorosa, a tratti ricca di suspense. Dall’inizio alla fine ho sperato che Cora riuscisse nella sua fuga assieme a Cesar, che si sposassero e vivessero felici, ritrovandosi con Mabel. Non tutti i desideri però sono realizzabili.
Occorre nonostante tutto non arrendersi mai e combattere per ideali giusti, per l’uguaglianza tra razze, religioni e sessi.

Molti lettori ritengono che questo romanzo sia stato troppo sopravvalutato, per via del politically correct. Non sono assolutamente d’accordo. Sarebbe come negare l’Olocausto nazista. Le atrocità commesse in passato vanno  ricordate, pur se romanzate. È vero che quanto scritto dall’autore non si basa completamente su fatti realmente accaduti. Non è mai esistita una ferrovia sotterranea, ma si hanno riscontri di una rete informale di itinerari segreti utilizzati dagli schiavi afroamericani negli Stati Uniti d’America per fuggire negli “Stati liberi”, in Canada, in Messico o oltreoceano. La fantasia è supportata in parte dalla realtà. “La ferrovia sotterranea” infondo non è un reportage storico, siamo pur sempre di fronte ad un romanzo e come tale l’ho trovato un buono spunto per approfondire la storia statunitense.

Si fa riferimento durante la narrazione anche ad un’altra ingiustizia storica: lo sterminio dei nativi americani e la loro ghettizzazione in riserve lontane dalle terre originarie.

Consiglio questo romanzo a chi non chiude gli occhi di fronte agli abusi, ma vuole conoscere per evitare che quanto già successo riaccada.

Se voleste approfondire ulteriormente la questione schiavitù posso consigliare letture classiche, come La capanna dello Zio Tom di Harriet B. Stowe e Radici di Alex Haley , o film come Django Unchained del regista Quentin Tarantino.


Daniela

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