“La camera celeste: Un romanzo psicologico, una fiaba moderna tra misteri e ornitologia” di Anna Viale

di | 2 Maggio 2022

Buongiorno commensali a Un libro sul menù. Oggi vi porto nella vita un pochino surreale di Livia e Flaminia, due sorelle romane che qualcuno definirebbe matte e “disadattate”.

Buona lettura!


Dettagli del libro

Titolo: “La camera celeste: Un romanzo psicologico, una fiaba moderna tra misteri e ornitologia”

Autrice: Anna Viale

Casa editrice: Gilgamesh Edizioni

Pagine:

Anno:

Genere: narrativa contemporanea

Formato: cartaceo ed ebook

ISBN:


Sinossi

Livia e Flaminia sono due sorelle che vivono a Roma, hanno una vera passione per i classici e l’ornitologia e nello sgabuzzino un’ingombrante valigia piena di soldiereditata dal padre, avvocato e ciurmatore assai poco compianto.

Alla strada hanno sempre preferito il salotto di casa e del mondo sanno poco e nulla.  

Invece Zelvira, ai tempi compagna di scuola di Livia, è una tipa sveglia e Flaminia ne subisce il fascino: telefonini, trucchi, ragazzi; la leggerezza, finalmente! Una leggerezza che le porterà a Pisa e Livia dietro a loro, all’inseguimento, ma il tutto avviene, appunto, con la leggerezza che è la cifra stilistica dell’intero romanzo. 


Incipit

Eravamo appena tornate. Il cortile era invaso di sole. Cominciammo a correre a destra e a sinistra, l’una dietro l’altra, in circolo: attorno alle aiuole, agli alberi e alla fontana coi pesci. E poi più su, sempre più su, coi gradini saltati a due a due, lungo le scale, le ringhiere e le porte, sino in cima. All’ultimo piano la finestra mandava un fiotto di luce e lì c’era un cielo azzurro, solo azzurro. «Dai, apri, che ci vedono!… Ci vedono tutti!…» La guardai. Nessuno poteva vederci, solo gli uccelli. Nel corridoio ridevamo forte, chissà perché, con le mani sul viso. Poi scivolammo lungo il muro a gambe larghe, senza fiato. «Andiamo da quelli della rosticceria. Ho i soldi in tasca.» «Non bastano.» «Bastano per venti persone» risposi; ma lei stette muta. «Dai, su, alzati, che mangiamo le cose fritte! Che, non ti piacciono più le cose fritte?!» La strattonai, e lei s’alzò. Nel negozio incartarono tutto, pagai, e mangiammo i filetti di baccalà, le patate al forno, quattro supplì di riso e otto fiori di zucca, con le alici. C’era pure la birra: una bottiglia a testa.


Recensione

Livia e Flaminia Beltrami sono cresciute senza una vera famiglia che le seguisse, con un padre avvocato e ciarlatano a cui non erano un granché affezionate.

… mio padre è un imbalsamatore. Svuota gli uomini d’ogni cosa e li fa fessi.»

«Fessi?!…»

«Sì: li spacca e li fa vuoti di tutto. E per prima cosa svuota loro le tasche.»

«Era rincitrullito e s’era fatto secco come un chiodo, l’abbiamo infilato nella cassa e addio: rien ne va plus!»

Alla sua morte lascia come eredità alle figlie casa e un’ingombrante valigia piena di soldi. Livia è ossessionata dalla paura che qualcuno possa rubare quel “tesoretto” e non passa giorno che conti quanto posseduto.

Nonostante siano ricche si vestono con abiti vecchi e usati, del tutto incuranti del mondo esterno.

Leggevo, studiavo, pulivo i pavimenti, e pensavo di dover fare della casa, della nostra casa, un nido: il nido dell’allocco. Uno spuntone di tronco duro e morbido come una sola piuma, pieno di libri e di romanzi.

Se inizialmente l’auto-isolamento dalla vita moderna e dalla tecnologia aggrada entrambe le sorelle, la conoscenza di Zelfira, vecchia compagna di scuola di Livia, fa sì che Flaminia sia tentata da ciò che non ha mai avuto e scappi con lei a Pisa, sperperando anche tutti gli averi di Livia.

L’ ingenuità di Flaminia è fin troppo palese e Livia, quale sorella maggiore, non si risparmia dal punire tale sprovvedutezza.

Un romanzo famigliare al femminile, dai tratti surreali, che non ha però appagato pienamente le mie aspettative di lettrice.

Quanto preannunciato dal sottotitolo del romanzo è: “Un romanzo psicologico, una fiaba moderna tra misteri e ornitologia.” Mi aspettavo misteri e non sono arrivati. Anche l’aspetto psicologico poteva essere trattato maggiormente.

Perché le ragazze sono cresciute come “disadattate”? La famiglia dov’era? Com’era? Vengono dati alcuni spunti per comprendere la situazione ma poi manca un adeguato approfondimento.

Consiglio comunque il romanzo? Sì, perché è particolare e fa riflettere sulle nostre priorità nella vita e sul valore che diamo al denaro.

Quei soldi erano illusione, carta straccia, inganni per i fessi e menzogne: tutte menzogne. Non servivano a nulla, non proteggevano nessuno e non salvavano dal mondo.


Biografia dell’autrice

Anna Viale è romana, laureata in scienze sociali ed etno-antropologiche. Attrice teatrale, con questo romanzo ha esordito nel campo letterario.


6 pensieri su ““La camera celeste: Un romanzo psicologico, una fiaba moderna tra misteri e ornitologia” di Anna Viale

  1. marynightmare

    Purtroppo mi capita spesso di trovare un libro con del potenziale molto grande, ma che poi non viene sviluppato come merita

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  2. Sonia Murtas

    Peccato non sia stato ben sviluppato in tutti gli aspetti però il titolo mi incuriosiva.. peccato non rispecchi l’intero contenuto! Grazie per averne parlato!

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  3. Maria Grazia

    Una storia che sembra unica nel suo genere. Apprezzo queste atmosfere fiabeschi moderne

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  4. Ale87_book_funko

    Sembra un testo intrigante però peccato non ti abbia coinvolto del tutto

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