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“Il ghiaccio nel cuore” di Livy Former

Buongiorno commensali! Passati bene questi giorni di festa? Chiusa in casa al calduccio e in pigiama anche a Natale me la sono proprio spassata. Quest’anno mi è sembrato di viverlo un po’ da Grinch. Ho messo solo le lucette sul terrazzo e qualche addobbo per casa. Nulla però di troppo impegnativo. Mi è mancata la voglia di preparare e dover poi riporre tutto nuovamente dopo l’Epifania. Diciamo che mi sono risparmiata tempo per leggere.

Oggi vi parlerò di questo romanzo che mi ha lasciato con un nodo in gola per l’argomento trattato, ma è perfetto in ogni sua parte. Qualche info in più prima della recensione.


DETTAGLI del libro

Titolo: Il ghiaccio nel cuore

Autrice: Livy Former

Casa editrice: Eretica edizioni

Genere: narrativa contemporanea

Anno: 2018

Pagine: 159 pp.

Formato: cartaceo

ISBN: 9788833440606


Sinossi

“- Mia mamma dice che non somigli per niente a tuo fratello – se ne era uscita fuori Maristella Mura durante un intervallo, lo sguardo acuto degli occhi dorati e molto vicini fissi su di lei, le mani intorno alla corda dell’altalena che aspettava di occupare. Una giornata di maggio di cieli tersi di smalto blu, col maestrale che diffondeva il profumo del cisto selvatico e del biancospino, sollevava gonne e scompigliava i capelli. – Io non ho fratelli – rispose stupita.”

Decisa a indagare sulla prematura morte del fratello, avvenuta più di vent’ anni prima, Nora scoprirà la storia di sua madre e il segreto che ha distrutto la sua famiglia.


Recensione

Si era ritirata da tutto, spenta come una candela che non può donare luce, staccata dal mondo. A volte le pareva un fagotto vuoto, la vedeva muoversi per casa, occuparsi delle faccende con una calma esasperante, niente la toccava, nulla la feriva…

Nora fin da piccola ha capito che per sua madre Teresa lei non esiste, finge non ci sia, come fosse trasparente. Non ha mai avuto per sua figlia un gesto d’affetto, solo indifferenza. Non esce di casa e passa inspiegabilmente gran parte delle sue giornate in una sorta di clausura.

Nora è ormai una giovane donna, cresciuta con il padre Michele, e frequenta sporadicamente la casa della madre durante le vacanze da scuola, perché nonostante tutto non ha perso la speranza di smuovere qualcosa nel suo cuore. Cerca di comprendere cosa l’abbia resa così apatica, informandosi da persone che la conoscevano anni addietro.

Viene a scoprire che Teresa era una donna piena di vita, appagata da un matrimonio felice e voluto, finché una disgrazia non ha distrutto tutto ciò che più amava: il suo primogenito viene trovato morto e per lei nulla ha più senso. Neppure l’amore del marito e la nascita di Nora riescono a curare quel vuoto infinito che si è creato nel suo cuore.

Sono madre io stessa e pensare quanto sia difficile la perdita di un figlio mi ha fatto provare empatia per Teresa e pena per Nora, irresponsabile di quanto avvenuto.

E’ grazie alla sua testardaggine che ripercorriamo la vita di Teresa, tramite le voci di chi le è stata accanto. Ogni capitolo riporta il nome della persona che ricorda momenti del passato legati all’accaduto.

Ma quello che pensava ora sulla questione, era che certe brutte storie era meglio lasciarle dove stavano, rivangarle non portava niente di buono per nessuno.

Fa da sfondo alle vicende la terra sarda, molto amata dall’autrice, con la sua cultura e le sue tradizioni.

Sono rimasta catturata dalle descrizioni, mai noiose ma evocative, che hanno un giusto equilibrio con dialoghi e riflessioni.

Tutta la storia è pervasa da quel senso di mistero e dalla ricerca dell’assassino, che vede solo nel finale la svolta. Assicuro che rimarrete attoniti di fronte al colpevole.


Biografia dell’autrice

Sarda di nascita e di famiglia, è cresciuta a Milano. Vive a Sant’Antioco ed è autrice di diversi romanzi dedicati ad adulti e ragazzi.

Dice di sé: “Sebbene fin da bambina avessi tante storie nella testa, e che a volte non mi facevano dormire, prima di decidere a metterle su carta mi ci volle un bel po’ di tempo, impiegato a portare avanti le situazioni che nel frattempo mi si erano presentate e facevano parte della mia vita. Ci vollero un viaggio in treno, la mancanza di un libro da leggere, un blocco bianco e uno straordinario gatto nero, a far sì che iniziassi senza più fermarmi.”

Daniela

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