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“I ricordi non fanno rumore ” di Carmen Laterza. Recensione

Amo molto i romanzi storici e soprattutto quelli ambientati a cavallo tra i due grandi conflitti mondiali.
Le difficoltà di una vita fatta di sacrifici, la forza delle donne e la loro resilienza: questo è ciò che mi ha attirato nella sinossi di questo romanzo e le aspettative non sono state deluse.

Per questo oggi ve ne parlo e ve lo consiglio.


DETTAGLI del libro

Titolo: “I ricordi non fanno rumore “

Autore: Carmen Laterza

Casa editrice: Libroza

Genere: romanzo storico di formazione

Pagine: 265 pp.

Anno: 2020

Formato: cartaceo ed ebook

ISBN: 9781838140809

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SINOSSI

Bianca è una bambina allegra e vive con sua madre Giovanna in casa dei signori Colombo. La sua vita è fatta di cose semplici ma allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale Bianca scopre che la guerra è ovunque intorno a lei  fuori e ancora di più dentro casa. L’unica possibilità di sopravvivere e rendersi autonoma, imparare a contare solo su se stessa, e per riuscirci deve mettere in discussione le proprie convinzioni sui rapporti familiari, sulle regole sociali e sulla verità dei propri ricordi. Perché i ricordi sembrano cimeli di un passato lontano ma quando riemergono, di fronte agli snodi cruciali della vita, si rivelano per quello che sono: compagni ansiosi a discreti del nostro cammino che determinano la rotta delle nostre scelte. E come una bussola interiore ci guidano così: senza fare rumore.

Sullo sfondo di un’Italia divisa tra due guerre, quella ufficiale degli eserciti e quella clandestina dei partigiani, Carmen Laterza mette in scena una straordinaria parabola di formazione e resilienza in cui, ancora una volta, il messaggio di rinascita e speranza è affidato a figure femminili profonde e indimenticabili.


INCIPIT

Milano, settembre 1939


<<Cucinare! Questo so fare io!>> sbottò all’improvviso Ida non appena Giovanna e Bianca entrarono in cucina. << Carne, verdure, pasta, torte. E riso, se il Duce dice che bisogna mangiare riso!>>
<< Ida, che succede?>> chiese Giovanna appoggiando per terra la borsa della spesa. Una mela cadde fuori con un tonfo sordo che zitti la cuoca nel suo monologo indignato.
<<La signora Colombo non ha più l’emicrania e ha perfino deciso che domani sera vuole fare una cena!>>
Dritta in piedi davanti a una pentola di fagioli in ammollo, Ida scuoteva la testa brontolando tra sé e sé. Bianca era rimasta ferma vicino al tavolo, a dondolare su se stessa, rigirandosi con le dita le punte delle trecce, perché aveva imparato che, quando Ida era nervosa, non bisognava intralciarla né chiederle cosa stesse dicendo nel costante parlottare che accompagnava i suoi gesti.
Robusta, con i fianchi larghi e i piedi grandi, Ida entrava in cucina all’alba e ci restava fino a sera, quando la signora Colombo voleva apparecchiare la cena da sola, o tardi la notte quando c’erano invitati. Questo capitava sempre meno, ma Bianca, di quelle serate, conservava preziosamente i racconti coloriti della cuoca, che sbirciava dalla cucina per assicurarsi che i suoi piatti fossero graditi agli invitati e ancora di più alla padrona di casa.


RECENSIONE

Bianca era nata in una giornata splendida di maggio. I tigli non profumavano ancora, ma le rose erano sbocciate e i grappoli di glicine abbellivano le pergole in fondo ai giardini.

Voglio iniziare le mie considerazioni presentandovi la protagonista del romanzo, Bianca, una vivave e intelligente bambina di cinque anni.

Orfana di padre, cresciuta con la madre Giovanna che fa la cameriera nella casa dei signori Colombo, ebrei benestanti di Milano, Bianca vive una vita ovattata, fatta di spensieratezza e gioco. Con i primi bombardamenti e la paura di ritorsioni a causa delle leggi razziali fasciste, si vede costretta ad abbandonare la città e va a ritirarsi in campagna, dalla famiglia della zia materna, che non conosce e con la quale non avrà un rapporto idilliaco, come pure non lo ha sua madre. Da lì in poi tutto diventa difficile, quello che era la vita di prima ora è solo un ricordo. La vita di campagna è fatta di sacrifici, duro lavoro e resilienza. A peggiorare ancora di più la situazione c’è Ruggero, padre padrone, orgoglioso e violento che impone il terrore in famiglia sui figli, sulla moglie e sulle nuove arrivate.

Grande, rozzo, senza contegno, si esprimeva con quella che lui definiva schiettezza ma che a molti, anche ai meno sensibili, sembrava ignoranza o peggio ancora bifolcheria.

Bianca imparerà, come ha già fatto Giovanna, che bisogna affrontare la vita a testa alta, resistere alle avversità e fare conto solo sulla proprie forze.

Parallelamente alle vicende principali, assistiamo alla resistenza partigiana, che opera nel sottobosco per sabotare il regime e sappiamo storicamente lo farà cadere.

La forza delle donne è ciò che caratterizza questo romanzo veramente molto toccante. Il loro modo di affrontare la vita ne fa delle vere paladine. Siamo viste il “sesso debole”, ma nei momenti di difficoltà sappiamo reagire con una grinta da leonesse. Ne è un esempio lampante Giovanna, che inizialmente ho creduto la protagonista. Tutta la sua esistenza è stata segnata da dolore,violenza bugie e privazioni. Ha fatto di tutto pur di proteggere la sua Bianca dai mali della vita, sacrificandosi persino e in qualche modo riuscendoci. Anche Elvira (sarta datrice di lavoro di Bianca) è un esempio, una dispensatrice di saggi consigli, primo fra tutti:

[…] la libertà e l’indipendenza le puoi conquistare da sola. Sei tu l’eroe di te stessa.

I suoi racconti e i suoi insegnamenti apriranno gli occhi di Bianca su quello che dobbiamo volere dalla vita. Non mi sono invece molto ritrovata in Augusta, donna rancorosa e gelosa, ai miei occhi fin troppo succube del marito Ruggero. Non prende posizioni, ma lascia che tutto le scorra attorno evitandola il più possibile. Preferisce far finta che tutto vada bene com’è piuttosto che incorrere nel giudizio dei compaesani. Salvare le apparenze è l’unica cosa possibile per sopravvivere e questo la fa certo essere una figura di poco carattere.

I personaggi sono molto ben caratterizzati, come pure gli ambienti di cui abbiamo bellissime descrizioni. La scrittura è curata e la lettura risulta scorrevole e piacevole.

Merita decisamente ⭐⭐⭐⭐⭐/5

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE

Scrittrice indipendente, ghostwriter ed editor, formatrice e divulgatrice, Carmen Laterza è nata a Pordenone nel 1974. Nota sui social con il nome di Libroza, da anni gestisce l’omonimo blog, dedicato alla scrittura creativa e al self publishing. 

Ha autopubblicato il saggio musicologico I duetti d’amore nelle opere di Giuseppe Verdi e i romanzi L’amore conta (premiato in 17 concorsi letterari) e Alice non lo sa  (premiato in 24 concorsi). Per le Edizioni Wide ha pubblicato il manuale Stai calma e scrivi il tuo romanzo.

I ricordi non fanno rumore è il suo nuovo romanzo.

Daniela

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