“Nel nome del giglio” di Lavinia Fonzi

di | 10 Novembre 2020

Amo immergermi nel passato, vivere periodi storici che sono lontani dal mio presente. Ho visitato Firenze lo scorso anno rimanendo catturata dalla bellezza delle sue vie e dei monumenti. Non potevo che leggere un romanzo che mi portasse in quegli stessi posti sul finire del ‘700. Volete rimanere incantati come è successo a me? Proseguite con l’articolo e vi darò qualche elemento in più per incrementare la vostra lista dei desideri letterari.


DETTAGLI DEL LIBRO

Titolo: Nel nome del giglio

Autrice: Lavinia Fonzi

Casa Editrice: BookRoad

Genere: romanzo storico, di formazione

Pagine: 297 pp.

Anno: 2020

Formato: cartaceo ed ebook

ISBN: 9788833220406


SINOSSI

Firenze, 1798. Un gruppo di giacobini tenta di rovesciare il Granduca di Toscana. Tra loro c’è Bianca, poetessa ingenua e sognatrice che spera di trovare l’amore della sua vita. Quando l’affascinante Federico la bacia, crede di aver trovato il ragazzo dei suoi sogni, ma la realtà si rivela amara: il giovane è un abile seduttore, che si diverte a conquistare le ragazze per gioco. Decisa a dimenticare la delusione amorosa decide di imbarcarsi in una pericolosa missione alla volta di Parigi. Durante il viaggio incontra nuovamente Federico con cui è costretta a collaborare e che li porta a essere molto vicini. Tra complotti, personaggi celebri e incomprensioni, i due protagonisti dovranno portare a termine la loro missione, che culminerà in una congiura che mira dritta al centro del potere: Palazzo Pitti.


INCIPIT

Fra sogno e poesia
Firenze, ottobre 1798
Gli ultimi raggi di sole illuminavano le strade della città e l’azzurro del cielo aveva appena lasciato il posto al rosa del tramonto. Appoggiata al parapetto del Ponte Vecchio, Bianca osservava i riflessi dorati che increspano le acque dell’Arno, mentre il sole, ormai rosso, stava per scomparire all’orizzonte. La fanciulla s’immerse nella contemplazione di quello spettacolo di colori e rimase ferma sul ponte, rapita. La mente iniziò a vagare, perdendosi in fantasie lontane. Bianca adorava trascorrere pomeriggi come quello, in giro per la città, in cerca di ispirazione. Adorava assistere ai tramonti del Ponte Vecchio cercava di trovarsi da quelle parti quasi ogni giorno. Spiegazzò sul parapetto del ponte un foglio che teneva in mano e con una matita si apprestò a scrivere qualcosa. Erano dei versi, composti all’istante nella suggestione del momento. Rimase così per qualche minuto, tutta presa dalla sua creazione, e non si accorse degli sguardi incuriositi che le rivolgeva la gente di passaggio. Quando alzò gli occhi dal foglio, notò che gli ultimi sprazzi di rosa erano stati sostituiti quasi interamente dal blu della notte.


RECENSIONE

Coinvolgente, ricco di colpi di scena impensati, dialoghi fluidi, descrizioni realistiche, ben curato e impeccabile il quadro storico. Questo è “Nel nome del giglio”, romanzo ambientato tra Firenze e Parigi sul finire del ‘700.

L’autrice ha studiato parecchio per far sì che ogni particolare risultasse coerente con l’epoca storica. Protagonisti principali, ben caratterizzati, sono Bianca Donati, poetessa fiorentina dai grandi ideali, e Federico Bernucci, dongiovanni con nessuna ambizione se non il proprio piacere.

Nella parola “giglio” del titolo si hanno due riferimenti impliciti: • la città di Firenze, il cui simbolo è per l’appunto questo fiore • la purezza e il candore della giovane protagonista.

Come direbbero per un film, recitano un cammeo di riguardo personaggi realmente esistiti come Giuseppina Bonaparte, consorte di Napoleone, Paul Barras, capo del Direttorio amante accertato di Giuseppina, e Madame Tallien, nobildonna parigina di grande influenza.

Mi sono così appassionata ai personaggi e agli eventi narrati che ho approfondito diverse cose, come la biografia di Giuseppina e gli usi e costumi dell’epoca, decisamente particolari.

Per chi ci tiene a sapere se è la solita storia sdolcinata, posso affermare che oltre alla componente sentimentale vi è anche parecchia avventura, suspance e una crescita personale strabiliante.

È in lavorazione un seguito e sono curiosa di sapere in quali altre circostanze vedremo Bianca e Federico.


BIOGRAFIA DELL’AUTRICE

Lavinia Fonzi è nata a Roma nel 1995. È cresciuta a Milano, dove ha frequentato il Liceo Classico. Scrive da quando è piccola: ha iniziato con storie e fumetti, poi è passata ai romanzi veri e propri. Appassionata di arte e storia, ama condividere i suoi interessi con il maggior numero possibile di persone. Durante il servizio civile ha avuto modo di portare avanti le sue passioni, realizzando conferenze sulla storia di Milano. “Nel nome del giglio” è il suo romanzo d’esordio con BookRoad.


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