“La dama di compagnia” di Marie Adelaide Belloc Lowndes

di | 16 Giugno 2021

I gialli sono uno dei generi che preferisco fin da ragazza. Amo quel pizzico di tensione che lascia l’investigazione, il dover unire tutti gli indizi per arrivare alla soluzione del caso. Con “La dama di compagnia”, scritto da Marie Adelaide Belloc Lowndes nei primi del ‘900 e riproposto da Gilgamesh Edizioni, ho scoperto un’autrice che non ha nulla da invidiare ad Agatha Christie.


Dettagli del libro

Titolo : La dama di compagnia

Autrice: Marie Adelaide Belloc Lowndes

Casa editrice: Gilgamesh Edizioni

Collana: Gestinanna Narrativa classica

Traduttrice: Giuseppina Taddei

Pagine: 288 pp.

Anno: 2021

Genere: giallo

Formato: cartaceo ed ebook

ISBN: 9788868675295


Trama

Londra. Battista Raydon, un ricco e meschino borghese di Londra, viene trovato mortoavvelenato con l’arsenico

La bella e giovane moglie Eva, una scialacquatrice, amichevolmente legata a uno storico spasimante e detestata dalla parsimoniosa suocera, diventa la prima sospettata dell’omicidio

Battista ed Eva, dopo il loro matrimonio, erano andati a vivere in un’incantevole magione nella campagna appena fuori Londra, un bucolico cottage denominato Il Mulino, alla cui organizzazione si è sempre dedicata con efficienza Adele Strain, governante e dama di compagnia, personaggio chiave del libro, amica di vecchia data di Eva. 

Adele, ancora giovane ma precocemente sfiorita e priva di bellezza, riesce a far quadrare il bilancio, nonostante le dispendiose abitudini di Eva, che si contrappongono alla natura avida e gretta di Battista, che si rifiuta perfino di concedere all’amatissimo figlio di Adele di andare a trovare la madre a Il Mulino per non dovergli dare da mangiare. 

… Il conflitto tra la dispendiosa moglie e il controllato marito giunge al culmine quando alcuni creditori si presentano a Battista reclamando debiti per quasi tremila sterline, una somma enorme per il tempo. 

Battista obbliga allora la moglie a intaccare pesantemente la sua rendita di vedova di guerra per pagare i debiti, ma proprio in quei giorni l’elegante e piacente Giacomo Mintlaw, vecchia fiamma di Eva, ritorna ricchissimo dal Canada e subito ricontatta la giovane donna, che ai vecchi tempi si limitava a flirtare con lui, senza pensare a far le cose seriamente, mentre per Giacomo lei era rimasta l’amore della vita. 

Rivedendolo di nascosto dal maritola donna, intimamente lusingata da queste attenzioni, seppur sposata ricomincia con nonchalance quello snervante gioco d’amore… 


Incipit

Era un buio pomeriggio dei primi di dicembre, non però tanto buio che non si potessero leggere i sommari dei giornali della sera, stampati a lettere di scatola:

LA TRAGEDIA DI SWANMERE STRAORDINARIE RIVELAZIONI SUL MISTERIOSO AFFARE RAYDON

Coloro che scorrevano con gli occhi i sommari, si sarebbero potuti dividere in due categorie: la più numerosa era quella composta di persone avide di conoscere tutti i particolari di un fatto di cronaca certamente annoverabile fra i delitti più misteriosi del ventesimo secolo. L’altra categoria, infinitamente più piccola, comprendeva quanti erano seccati e disgustati di vedere che anche il loro giornale preferito favoriva una curiosità a detta loro morbosa. Ma anche questa seconda categoria doveva onestamente ammettere che l’affare Raydon conteneva tutti gli elementi atti a formare una causa celebre. Una cosa sola mancava in tutta quella faccenda, ma una cosa importantissima agli occhi di coloro che si atteggiano a giudici nei delitti; vale a dire che, nonostante i titoli dei giornali che parlavano del mistero di Raydon, del mistero ve ne era proprio poco.


Recensione di Daniela

Fin dalle prime pagine veniamo catapultati nel caso di omicidio perché l’opinione pubblica

conosceva o credeva di conoscere tutta la trama di quel sinistro complotto, nato in parte dalla passione e in parte da uno sfrenato amore del denaro e dall’imperiosa necessità di possederne ad ogni costo; tratti salienti, questi, della nostra civiltà moderna.

Ci viene presentato il morto, Battista Raydon, descritto nell’atto di accusa del Procuratore Generale come un tipico inglese dell’alta borghesia.

Abbiamo poi l’amante della moglie, Giacomo Mintlaw. Costui era una figura veramente romantica.

E infine la graziosa, affascinante e scervellata Eva Raydon, descritta dalla suocera con queste parole:

Egoista, leggera, amante dei divertimenti e prodiga.

Testimone chiave sul banco degli imputati nel processo è Adele Strain, da un anno dama di compagnia in casa Raydon. Il suo resoconto di quanto successo nei giorni precedenti al delitto non fanno che indirizzare la colpa verso Amos Purcell, il ragazzo del giardiniere, che rimase ucciso in un infortunio stradale, circa sei settimane dopo i fatti. Tutto sembra apparentemente chiaro. Dopo avere ucciso il suo datore di lavoro, il rimorso lo ha portato al suicidio. Chiaro no?

Affianco al processo in sé e per sé, abbiamo in seguito il flashback della vita dei personaggi principali, che crea quella confusione di idee necessaria a instillare il dubbio su praticamente tutti i protagonisti.

Torniamo indietro di anni per capire che molti avrebbero avuto un movente per avvelenare il signor Raydon. Sta a noi tenere a mente tutti i fatti e fare uno più uno.

Posso affermare che come nei romanzi di Agatha Christie non si arriva alla soluzione se non che alla fine. Un finale amaro, che non ci si aspetta ma che risulta in linea con la drammaticità della storia.

I personaggi sono descritti con gran cura, sia dal punto di vista fisico che emotivo e caratteriale.

Viene dato risalto anche all’epoca storica, gli anni ’20, e all’ambiente che fa da sfondo: una magnifica villa inglese posta sulle rive del Tamigi.

Consiglio questo romanzo a tutti gli amanti del giallo classico ed elegante, vecchio stile. Non rimarrete delusi.


Biografia dell’autrice

Marie Belloc Lowndes (1868-1947), di padre francese e di madre inglese, visse tra i due Paesi. Sposò un giornalista del Times da cui ebbe tre figli e tra i suoi amici ebbe Henry James, Oscar Wilde, H.G. Wells, Graham Greene.

Fu un’autrice molto prolifica, ma è con il genere giallo che divenne famosa. Conta ben 69 romanzi di genere giallo e suspance nella sua carriera. Il suo primo romanzo The Heart of Penelope fu pubblicato nel 1904. Le sue trame, spesso basate su casi veramente accaduti, combinano elementi di suspense con intuizioni psicologiche. Dalle sue storie furono tratti anche film.

A lei si deve The lodger, più di un milione di copie vendute (tradotto in italiano dall’editore Sellerio) che, ispirato a Jack lo Squartatore, servì da trama al primo film muto di Hitchcock, girato nel 1927. La Belloc fu anche un’antesignana di Agatha Christie, che si ispirò a un suo personaggio, il detective francese Hercules Popeau,  per il famoso detective Hercule Poirot.

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