“Io, mio padre e le formiche. Lettera ai ragazzi sui desideri e sul domani” di Rosella Postorino

di | 15 Giugno 2022

Ci sono titoli super acclamati e titoli che passano un pochino in sordina. Quando è uscito “Io, mio padre e le formiche” non ho notato sui social l’entusiasmo che avrebbe dovuto portare questo nuovo libro di Rosella Postorino. La cosa mi ha inizialmente stranita e poi spinta a scoprirne di più. Non tutte le scelte della massa vanno verso gusti identici e io da bastian contrario vi parlerò oggi di questo scritto di veloce lettura ma ricco di significato.


Dettagli del libro

Titolo: Io, mio padre e le formiche. Lettera ai ragazzi sui desideri e sul domani

Autrice: Rosella Postorino

Casa Editrice: Salani Editore

Anno: 2022

Pagine: 112 pp.

Genere: Motivazionale

Formato: cartaceo ed ebook

ISBN: 9788831012928


Trama

«Il 15 giugno di tre anni fa, in una piazza del Campo affollatissima, da un palco lessi il mio discorso d’augurio ai neolaureati dell’Università di Siena, in qualità di ex studentessa dell’ateneo. Quando nel 1996 ero partita con mio padre per immatricolarmi, e in macchina avevamo cantato insieme Lucio Dalla, mai avrei immaginato che sarei tornata lì, anni dopo, per raccontare la mia storia a migliaia di ragazzi sulla soglia del futuro». In quell’occasione Rosella Postorino ha detto loro quale privilegio fosse stato per lei la possibilità di studiare, e di permettersi di sognare di fare la scrittrice. Li ha pregati di rifuggire dalla semplificazione, di provare a indossare i panni degli altri, di sentirsi sempre in difetto di conoscenza, ma soprattutto di non aver paura di inseguire i propri talenti. Quasi tre anni dopo, quel discorso si amplia, si arricchisce: idealmente si rivolge di nuovo a quei ragazzi, e in modo indiretto agli adulti che vivono accanto a loro. Parla di fragilità e di forza, della ricerca maldestra della felicità, e anche dell’amore. Delle domande cui, forse, non c’è risposta. Ma che non dovremmo mai smettere di farci. Un libro ispirato e d’ispirazione che raccoglie riflessioni profonde sui temi più importanti della vita di chiunque, non solo dei ragazzi chiamati ad affrontare un rito di passaggio. Una lettera a cuore aperto, sincera, personale, eppure universale, scritta con l’intenzione di essere un incoraggiamento, o una carezza.


Estratto

Questo piccolo libro racchiude quel che ho detto a una folla di ragazzi prima della pandemia, e quel che vorrei dire, a loro e a tanti altri, più giovani, più vecchi, oggi che la catastrofe è sopraggiunta e noi abbiamo cercato non solo di sopravvivere, ma di non smettere di vivere. È per tutti coloro che hanno attraversato i propri riti di passaggio – la laurea, la maturità, l’ingresso alla scuola superiore, il primo bacio, la prima volta, la perdita di una persona che amavano – durante la pandemia, senza autentiche celebrazioni. E per tutti coloro che i propri riti di passaggio devono ancora attraversarli. Forse può servire a qualcuno, forse è solo l’ennesimo dialogo muto fra me e mio padre.


Recensione

Non sapevo bene cosa aspettarmi quando mi sono trovata tra le mani questo libro. La sola cosa che mi dava sicurezza era sapere fosse stato scritto da Rosella Postorino, autrice molto apprezzata per “Le assaggiatrici”.

Vi ho trovato parecchi spunti di riflessione importanti, utili non solo ai giovani che si preparano al futuro e alla vita, come diverse recensioni mi portavano a credere.

Diviso in due parti principali, la prima riporta il discorso di fine anno tenuto dall’autrice nel 2019 di fronte ai neo laureati dell’università di Siena. Da ex allieva Rosella Postorino ha avuto infatti l’onore di incoraggiare i nuovi dottori con un ricordo di quello che è stata per lei l’università: in primis un grande privilegio di fronte alle difficoltà che molti hanno a raggiungere l’istruzione desiderata.

Lo scopo di chi ha il privilegio di studiare è impegnarsi affinché quel privilegio si tramuti in diritto, esteso all’intera collettività, all’intera comunità umana. E lottare contro chi cerca di sminuirlo, di banalizzarlo, deriderlo, censurarlo o addirittura condannarlo.

La cultura è libertà. Conoscere significa affacciarsi alla complessità e provare a decifrarla, nel tentativo di comprenderla e attrezzarsi ad affrontare le contraddizioni, le ambivalenze, la difficoltà della convivenza tra popoli, che è sempre complicata perché complicati sono gli esseri umani. Studiare è relazionarsi con altre persone e avere un rapporto unico con i libri.

Qualcosa di segreto si annida nella lettura di un libro, è un corpo a corpo con noi stessi, e una riconciliazione con noi stessi, contro tutto ciò che ci ferisce e ci confonde e ci spaventa. La letteratura è uno dei modi più intensi di fare esperienza, e anche uno dei meno costosi.

Rileggere queste riflessioni nel post pandemia ha portato l’autrice a volerne aggiungere altre nella seconda parte, perché quanto abbiamo vissuto per molti è stato un vero rito di passaggio non celebrato.

Si scopre a cosa è dovuto il riferimento alle formiche 🐜 del titolo e veniamo messi di fronte al fatto che “farcela” non significa la stessa cosa per chiunque. Ciascuno di noi è mosso da desideri e bisogni diversi ed è difficile soddisfarli tutti.

Io credo che farcela significhi aderire il più possibile ai propri sogni, ma qualunque sogno comporta dei costi, tanto che, se e quando arrivi a realizzarlo, spesso sei esausto al punto che non sai godertelo, che ti accorgi di aver sognato anche altro, però quell’altro lo hai perso per strada.

Anche scrivere richiede grande impegno, ma non è lo sforzo occorso il solo fattore a incidere nella riuscita. Tanto fa la fortuna di nascere e crescere in un ambiente che ci consenta di acculturarci. Ne abbiamo avuto dimostrazione tramite il distanziamento sociale, che ha messo in difficoltà realtà indigenti e tagliato fuori interi paesi poveri del mondo.

Senza gli altri, nessuno di noi sarebbe sopravvissuto a questi anni complicati. Senza gli altri, nessuno di noi saprebbe chi è.

Ci sono momenti difficili ma “non può piovere per sempre”.

Occorre non assogettarsi agli stereotipi di genere ed etichettare le “cose da donne” diversamente da quelle da “uomini”. Apriamoci al femminismo che

non significa stare dalla parte delle femmine, significa stare dalla parte di tutti. Significa ribadire che il vostro corpo è inviolabile, come quello di qualunque essere umano, e che nessuno può permettersi di toccarlo se non lo desiderate. Significa che non esistono ruoli cui dovrete adattarvi come a una condanna, né ruoli che non potrete ricoprire se lo vorrete. Significa credere nell’alleanza tra uomini e donne.

La parte conclusiva del libro è quella a parer mio più toccante. Credo di avervi già rivelato più del dovuto e lascio a voi lo scoprire di cosa si parla.

Come scritto nella trama, ho avuto l’impressione di leggere più che un saggio la confessione di un’amica. Quanto proposto è un flusso di coscienza di grande pregio. Mi ha ricordato “Una stanza tutta per sé ” di Virginia Woolf.

Consiglio di cuore la lettura e vi domando:

⁉️Avete bei ricordi del vostro percorso scolastico? Studiare lo avete vissuto come una possibilità unica o un dovere insopportabile? Che rapporto avete con i libri? La pandemia ha cambiato la vostra visione della vita?

Io confesso di essere stata una studentessa svogliata, ora pentita di non aver continuato gli studi dopo la maturità. Ciò non toglie che la curiosità e la voglia di sapere mi portino quotidianamente ad approfondire le mie conoscenze. Sapere è potere, sempre!


Biografia dell’autrice

Rosella Postorino ha vinto il Premio Campiello con il romanzo Le assaggiatrici, che si è aggiudicato anche numerosi altri premi letterari, è tradotto o in corso di traduzione in più di trenta lingue e diventerà un film. Gli altri suoi romanzi sono La stanza di sopra (Premio Rapallo Opera Prima), L’estate che perdemmo Dio (Premio Benedetto Croce e Premio speciale Cesare de Lollis) e Il corpo docile (Premio Penne). Per Salani ha pubblicato il libro per ragazzi Tutti giù per aria.

5 pensieri su ““Io, mio padre e le formiche. Lettera ai ragazzi sui desideri e sul domani” di Rosella Postorino

  1. marynightmare

    Non ho ancora letto libri che contengono spunti riguardanti la pandemia, o che sono totalmente incentrati su di essa. Credo che avrò bisogno di aspettare ancora un altro po’ per questo tipo di lettura, magari quando la pandemia di Covid-19 sarà solo un ricordo

    Rispondi
  2. Ale87_book_funko

    Ho dei bei ricordi del tempo scolastico apparte qualche momento. Con lo studio ho sempre avuto un bel rapporto in realtà. Questo libro sembra molto interessante.

    Rispondi
  3. Caterina

    Io ho abbastanza bei ricordi del periodo di studio, soprattutto all’università. Tante volte mi piacerebbe tornare indietro e godermela ancora di più.

    Rispondi
  4. Maria Grazia

    Mi scuso se lo riscrivo ma non so se sono riuscita a commentare prima 🤣 dicevo che non ho mai letto libri di questa tipologia definiti motivazionali. Resta il fatto che l’autrice è una garanzia

    Rispondi
  5. Maria Grazia

    Non mi è mai capitato di leggere libri di questo tipo, definiti come motivazionali però ho presente l’autrice e solo per quello c’è da dargli fiducia

    Rispondi

Cosa ne pensi di quanto letto?