Alighieri e il “Dantedì “

di | 25 Marzo 2020

Oggi 25 marzo è il “Dantedì”, cioè la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, istituita dal Consiglio dei ministri. La prima edizione è stata prevista quest’anno in vista del 2021, quando si celebreranno i 700 anni dalla morte dell’autore della Divina Commedia.

Il 25 marzo è una delle date che gli studiosi individuano come inizio del viaggio ultraterreno della Divina Commedia, motivo per cui è stato scelto questo giorno (in maniera del tutto simbolica) per celebrare per la prima volta il Dantedì. Tuttavia sul giorno preciso in cui sarebbe databile l’inizio dell’opera letteraria con cui nasce la lingua italiana gli studiosi non son concordi.


Quest’anno numero zero cade in un periodo di quarantena, ma è impossibile mettere in quarantena anche la letteratura.
Basta sedersi su una poltrona e prendere in mano la Commedia per confermare questa banale constatazione:prendi e leggi, semplicemente. Fai risuonare la voce e stai a vedere quel che succede. È il modo più elementare per festeggiare l’Alighieri: leggerlo.

Vi riporto le parole di Ulisse nel canto XXVI dell’Inferno:

Considerate la vostra semenza:

Fatti non foste a viver come bruti,

Ma per inseguir virtuale e conoscenza.


L’Ulisse dantesco riporta al coraggio di andare avanti sia pure dopo “mille perigli”.
Queste stesse parole diedero a Primo Levi la forza di resistere nel lager di Auschwitz e sono riportate in “Se questo è un uomo”. La nostra reclusione non è per nulla paragonabile a quella di Levi (perché non ha nulla di persecutorio), ma in un momento comunque drammatico come questo, potrebbe servire a noi per riscoprire il lato consolatorio, oltre che conoscitivo, della grande letteratura.

E quindi uscimmo a riveder le stelle.


Un augurio che spero presto si avveri.

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